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La primavera delle coscienze – 21 marzo, XXIV Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

19 marzo 2019

Primo giorno di primavera, il 21 marzo sarà la XXIV Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un momento di raduno collettivo nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione che passa, prima di tutto, dalla memoria delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie affinché ognuno possa essere portavoce di una richiesta di verità e giustizia. Una memoria condivisa, viva, partecipe, che nomina ad alta voce, una ad una, tutte le vittime in pari dignità, a prescindere dai ruoli, dalla notorietà, dalle circostanze. Non solo un simbolo, ma una tappa del quotidiano impegno di ognuno per la giustizia, per la verità, per il bene comune.

Ufficialmente istituita per legge il 1 marzo del 2017 con voto unanime della Camera dei Deputati come giornata nazionale ma celebrata già dal 1996 su iniziativa di Libera e Avviso Pubblico, quest’anno la piazza principale sarà a Padova che accoglierà la manifestazione nazionale intitolata “Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale”, e simultaneamente si svolgerà in migliaia di luoghi d’Italia, d’Europa e dell’America Latina. Una scelta per stare vicino a chi non si rassegna alla violenza mafiosa, alla corruzione e agli abusi di potere e per valorizzare l’opera di tante realtà, laiche e cattoliche, istituzionali e associative, impegnate per il bene comune, per la dignità e la libertà delle persone.

Formia ospiterà invece la giornata della memoria e dell’impegno organizzata da Libera nel Lazio. La provincia di Latina, si legge nel comunicato, segue quella di Roma per sequestri e arresti antidroga e per numero di beni confiscati, una terra segnata dalla storica presenza delle camorre, dalle pressioni delle ‘ndrine calabresi o dei gruppi legati ai Casamonica, fino all’aumento di intimidazioni agli amministratori pubblici.

La Rete dei Numeri Pari, ha accolto la proposta maturata dal Coordinamento docenti contro mafie, povertà e razzismo di organizzare la manifestazione nel quartiere della Romanina. Nella periferia sud-est della capitale d’Italia, la Romanina è un territorio sotto scacco del clan dei Casamonica, ma anche luogo di esperienze positive di una comunità solidale e corresponsabile, crocevia di bisogni, desideri e speranze di chi abita i luoghi e gli spazi. Una giornata di investimento culturale ed educativo, che, dalle ore 9 alle ore 13, nel Giardino della Giustizia in viale Luigi Schiavonetti, si tramuterà in spettacoli teatrali, concerti, incontri con le associazioni e studenti.

Con 94 clan a terra, più di 100 piazze dello spaccio e lo scoppio di ‘Mafia Capitale’, parlare di mafia a Roma è ancora complicato. “ Accettare il faccia a faccia sui territori rappresenta una precondizione necessaria se si intende veramente invertire la rotta in questa città”, afferma la Rete dei Numeri Pari “È necessario dirci, con meno ipocrisia rispetto a chi ci governa, che la forza delle mafie sta fuori dalle mafie, nelle culture e nei comportamenti complici e funzionali, nella zona grigia, nelle convergenze e nelle alleanze, nel familismo amorale, nel relativismo e nell’insofferenza per la democrazia, nella deresponsabilizzazione degli individui, nella povertà e nelle disuguaglianze. Più aumentano le disuguaglianze e le povertà in Italia e a Roma e più saranno forti le mafie e la corruzione, più i governi saranno incapaci di garantire servizi nelle periferie e maggiore sarà la guerra tra poveri e il razzismo, che altro non è che l’espressione dell’esclusione sociale istituzionalizzata. La precondizione per sconfiggere le mafie sta nella giustizia sociale e per questo c’è bisogno di un pensiero lungo in questa città e non di slogan.” Un esercizio di memoria non isolato ma accompagnato da azioni quotidiane concrete che la Rete dei Numeri Pari porta avanti nel territorio da più di un anno, collaborando con insegnanti, studenti, associazioni e comitati, organizzando laboratori, iniziative e creando legami. Una cucitura solidale tra reti e persone di cui la giornata del 21 marzo è espressione e che combatte mafia, corruzione e povertà illuminando con forza i luoghi dove sono state per troppo tempo protagoniste.

Un momento per ricordare, ad alta voce, come la primavera delle coscienze richieda di non essere cittadini ad intermittenza ma di assumersi l’impegno a non delegare, ad agire, ad allontanare indifferenza e rassegnazione, a non lasciare soli quei territori che costantemente si rapportano con fenomeni di violenza mafiosa.

Martina Di Pirro

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