Emergenza Elianto: la cooperativa Iskra chiede incontro urgentissimo al Comitato Istituzionale del Distretto RM 5.1 per scongiurare chiusura servizio

la cooperativa Iskra ha richiesto un incontro urgentissimo al Comitato Istituzionale del Distretto RM 5.1., per cercare comunicazioni ufficiali che diano risposte certe sul futuro di questo servizio. Di seguito riportiamo la lettera che i familiari degli ospiti di Elianto hanno voluto inviare al su citato Comitato e, per conoscenza, ai referenti politici e tecnici della Regione Lazio.

Monterotondo 02.05.2019

Siamo i figli, i nipoti i familiari delle persone che frequentano il Centro Diurno Anziani Fragili Elianto. Vogliamo presentare con forza le nostre perplessità sul possibile taglio dei fondi destinati a tale servizio.

Il servizio agli anziani del territorio è, secondo noi, una fondamentale risorsa non solo alle famiglie degli anziani, ma alle persone stesse che si trovano ad usufruirne. Un servizio che nel corso degli anni ha dimostrato di avere un valore particolare. Viviamo in una società, dove a volte la dinamicità della vita familiare, con l’ovvia necessità del lavoro di tutti i membri della famiglia porta ad avere scarsa possibilità di dare la giusta attenzione e cura alle persone anziane che non riescono a tenere il ritmo della vita stessa.

Il servizio Elianto ha posto al centro la fragilità di queste persone valorizzando le loro risorse e permettendo loro di avere una vita relazionale ricca di scambi e di conoscenze.

Queste attività servono soprattutto a “risvegliare” gli animi di quanti e quante magari hanno pensato di non avere più opportunità e si sono lasciati un po’ morire dentro. Entrare a far parte del gruppo, della comunità Elianto ha fatto rifiorire in loro la voglia di fare e vivere appieno le opportunità offerte. Tutti gli eventi organizzati sono sempre molto partecipati con entusiasmo da tutti gli ospiti, che sono talmente fieri del loro “luogo speciale” da sentire la necessità di coinvolgere le famiglie, in modo da rendere questo momento aggregante anche a livelli diversi del gruppo tra pari.

Elianto non è un centro anziani, non è una casa di riposo… È il luogo dove molte persone hanno ritrovato la voglia di vivere, uscendo da situazioni personali che gli esperti potrebbero definire “Depressione Senile”, cioè quella situazione in cui la persona che si rende conto di non avere più le energie di un tempo, inizia a pensare di essere un peso per chi li circonda e comincia a chiudersi in se stesso riducendo sempre di più lo spazio vitale fino a limitarlo a se stessi.

In questo luogo le persone trovano degli amici che li “costringono” ad uscire di casa, a parlare con gli altri, a confrontarsi tra loro, a conoscere l’evoluzione della società che li circonda, a trasmettere le proprie conoscenze a persone più giovani, a fare esperienze esterne di scoperta di luoghi nuovi. E talmente tante altre cose che risulta difficile elencarle tutte. Alla fine quello che conta è che nello stare con gli altri le persone ritrovano la voglia di vivere e godere di quanto ancora la vita offre.

Negare questa possibilità, oltre a spezzare un percorso già intrapreso, ritenuto positivo sia dagli ospiti del centro che dalle famiglie, ha delle ripercussioni molto significative. La mancanza degli stimoli opportuni offerti in maniera professionale dagli operatori del centro lascia lo spazio al progressivo decadimento cognitivo che è la naturale evoluzione sia dell’età che della solitudine. Il percorso naturale è quello che poi porta al deperimento, aumentando quindi le necessita di cure sanitarie, fino ad arrivare all’ospedalizzazione che, oltre a peggiorare ulteriormente lo stato dell’anziano, comporta un aumento della spesa sanitaria ed il possibile aumento della mortalità.

Tale opportunità è garantita anche dalla Legge regionale n. 41 Del 2003 e ribadita dal DGR 1305 del 2004. In questi documenti si legge:

LR 41 Del 2003: Articolo 1 punto 2 “I servizi socio-assistenziali di cui al comma 1, lettera a), sono rivolti a… c) anziani, per interventi socio-assistenziali finalizzati al mantenimento ed al recupero delle residue capacità di autonomia della persona ed al sostegno della famiglia, sulla base di un piano personalizzato”;

DGR 1305 2004: “Le strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale indicate dall’articolo 1, comma 1, Lettera a), della L.R. n. 41/2003, di seguito denominate anche strutture residenziali e semiresidenziali o strutture, prestano servizi socioassistenziali finalizzati al mantenimento ed al recupero dei livelli di autonomia delle persone anziane ed al sostegno della loro famiglia, sulla base di un piano personalizzato di intervento, come definito dall’articolo 1, comma 2, lettera c) della medesima legge.”… ” Le strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale per anziani costituiscono uno dei servizi che offre una risposta socio-assistenziale al bisogno di tipo residenziale, tutelare, di autorealizzazione e di inclusione sociale dell’anziano, dando una risposta adeguata ad anziani autosufficienti e parzialmente non autosufficienti che richiedono garanzie di protezione nell’arco dell’intera giornata.”… “Il servizio … per anziani si ispira ai principi di partecipazione, sussidiarietà e si fonda sulla centralità del bisogno del cittadino utente, attraverso la partecipazione delle scelte tra servizi, operatori e destinatari, relativamente alla progettazione, all’organizzazione comune degli interventi ed all’attuazione dei progetti personalizzati di assistenza.”… ” l’attività della giornata è tale da soddisfare i bisogni assistenziali e di riabilitazione sociale degli ospiti, sopperendo alle difficoltà che la persona anziana incontrerebbe nel provvedervi con la sola propria iniziativa, promuovendo una sempre migliore qualità della vita e una sempre maggiore inclusione sociale. Tutte le attività e gli interventi hanno come finalità quella di aiutare l’ospite anziano a vivere la vita nel pieno delle proprie potenzialità, con un programma basato sul rafforzamento delle capacità, attraverso azioni di stimolo, sostegno e accompagnamento.”… ” L’attività … ha come finalità l’inclusione sociale dell’anziano, il sostegno alla famiglia e si propone come valida alternativa all’istituzionalizzazione.”

I nostri anziani sono, per noi, preziosi ed Elianto ci aiuta a fare si che la loro ricchezza interiore rimanga viva più a lungo.
Per questo motivo siamo fortemente contrari ai tagli dei fondi che potrebbero portare, in maniera naturale, alla definitiva perdita dell’opportunità offerta non solo agli ospiti anziani, non solo alle famiglie ma alla società civile tutta.
Chiediamo pertanto a questo Comitato Istituzionale di rivalutare la significatività di questo servizio garantendo il sovvenzionamento costante nel tempo e su tutto il territorio del Distretto.

Chiediamo a questo Comitato Istituzionale di essere incontrati con urgenza per valutare le nostre istanze, e per conoscere le Vostre scelte.

I Famigliari del Centro Diurno Elianto

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