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Sgomberi, soluzioni ‘last minute’ e costi da emergenza: in una determina il ‘modello Cardinal Capranica’ del Campidoglio

Sgomberi, soluzioni ‘last minute’ e costi da emergenza: in una determina il ‘modello Cardinal Capranica’ del Campidoglio

Di Ylenia Sina – Roma Today

Una decisione presa a 4 giorni dallo sgombero, per un servizio destinato a disagiati sociali e senza fissa dimora. Assegnato per 30 giorni, fino al 14 agosto. Il costo a testa ammonta a 585 euro. Una famiglia di tre persone supera i 1.700 in un solo mese. È una determina dirigenziale approvata dal dipartimento Politiche sociali a illustrare riga dopo riga il ‘modello Cardinal Capranica’ che ha mandato in soffitta un protocollo operativo difeso a lungo da Comune e Regione nei mesi scorsi, quello del trasloco concordato con le famiglie utilizzato per l’occupazione di Carlo Felice. Un documento che porta la data di giovedì 11 luglio, a ridosso della massiccia operazione messa in campo dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine, approvato in fretta per individuare soluzioni alternative a un intervento già fissato ma non di certo imprevisto, dal momento che era stato inizialmente programmato per aprile del 2019 e poi fissato per il 24 giugno scorso, slittato solo per permettere a Comune e Regione di trovare un piano.

Nemmeno il 9 luglio, giorno in cui al tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è stato fissato lo sgombero per il 15 dello stesso mese, c’era un piano, approvato solo 48 ore dopo. Un motivo c’è. Il Campidoglio ha scritto agli operatori che avevano partecipato alla ‘Procedura di indagine di mercato per il reperimento di strutture per l’accoglienza straordinaria di persone in condizioni di marginalità sociale e/o per la disponibilità alla gestione di strutture rifugio temporaneo per l’accoglienza individuate da Roma Capitale’, approvata nel novembre del 2018, solo il precedente 4 luglio. Non solo. Come riporta la determina, l’assessorato al Patrimonio aveva messo in campo uno stabile di proprietà ma era indatatto. “Nessun immobile del patrimonio di Roma Capitale o in gestione della stessa risulta disponibile in quanto l’unico messo a disposizione (via Labicana) non risulta idoneo e/o agibile”.

L’11 luglio si formalizza la soluzione: l’accoglienza viene assegnata a Medihospes, cooperativa che gestisce diversi servizi sul territorio nazionale nel campo del sociale, per due strutture collocate in viale della Primavera a Centocelle e in via Somaini a Tor Vergata, rispettivamente per 86 e 24 persone. La spesa totale è di 64.386 mila euro per 30 giorni. A testa, non a famiglia, sono 585 euro in un mese. Una famiglia di tre persone sono 1755 euro. Una di quattro supera i 2.300 euro. L’assegnazione scade il 14 agosto. Poi è probabile che si proseguirà in proroga.

Sempre che sarà necessario. Molte famiglie hanno denunciato le condizioni in cui si stanno ritrovando a vivere, così come testimoniato anche dalle interviste che Romatoday ha effettuato agli sgomberati. I movimenti per il diritto all’abitare denunciano che in molti hanno deciso di lasciare le strutture messe a disposizione: “A noi risulta che siano 4 le strutture utilizzate, tra centri di accoglienza, dormitori e case famiglia, ubicate a viale della Primavera (Centocelle), via Paolo Savi (Torre Maura), a Casalotti e a Tor Vergata”, scrivono in una nota. “Dentro queste strutture dopo diversi rifiuti permangono 18 nuclei per un totale di 41 persone, mentre sono in strada e stanno trovando accoglienza nelle occupazioni abitative del Municipio XIV 29 nuclei per un totale di 67 persone. Inoltre si sta cercando di capire i restanti 31 nuclei dove sono finiti, per ricomporre una comunità dispersa dalla brutalità dello sgombero e dall’indisponibilità dell’amministrazione comunale a trovare soluzioni dignitose per tutti i nuclei familiari coinvolti”.

Il Campidoglio ha ribadito a più riprese il dato delle 145 persone su 199 censite (anche se il totale dei residenti era di 250 persone) che hanno accettato lunedì mattina, all’alba, quando l’ex scuola era ormai circondata dai blindati della polizia e l’unica alternativa era restare sulle barricate o essere cacciati con la forza. Una ricognizione che risale a ieri, conta 57 persone a Centocelle e 20 a Tor Vergata. 77 unità rispetto alle 110 che rientrano nei 64mila euro del bando. Mentre tre famiglie sono state portate nei rispettivi alloggi messi a disposizione dalla Regione Lazio.

La denuncia riguarda anche le condizioni degli immobili individuati. “Materassi infestati da parassiti e blatte, porte sfondate, impossibilità di scaldare autonomamente con un fornello il latte per i bambini piccoli in assenza di una cucina, posti letto in dormitori con stanze da sei posti con letti a castello, divisione dei nuclei familiari, separazione dai propri animali”. Una situazione a cui si aggiunge “la distanza dai luoghi dove si è vissuto per più di dieci anni e dalle scuole regolarmente frequentate dai bambini e dalle bambine”.

Ieri la sindaca Virginia Raggi ha incontrato “alcuni dei 57 ospiti, tra cui 22 bambini, ai quali stiamo garantendo supporto e assistenza”, ha scritto su Facebook. “Adesso con loro inizia un percorso personalizzato di inclusione per trovare una sistemazione definitiva. Iniziano i colloqui specifici con la Sala operativa sociale, i suoi assistenti e l’Inps per portare tutti a conoscenza delle misure a cui per legge hanno diritto: dal reddito di cittadinanza al buono casa o al contributo all’affitto. Nel frattempo dobbiamo garantire la continuità scolastica per i bambini, perché a settembre ripartirà l’anno e, dove possibile, vogliamo che continuino a frequentare la scuola dove già erano iscritti”.

Medicina Solidale si appella a Jacopo Mezzetti, Garante dei Bambini della Regione Lazio: “Chiediamo di farci conoscere quali misure sono state adottate – prima e dopo – per tutelare la salute psicologica dei minori. Vorremo capire se siano stati assistiti da personale idoneo a supportarli emotivamente e se è stato effettuato un controllo dello stato emotivo dei minori dopo lo sgombero da parte di psicologi infantili”, le parole di Lucia Ercoli. “Lo stesso quesito lo a Roma Capitale riguardo soprattutto la situazione dei minori non accolti in strutture, dove risulta che siano stati collocati in questi giorni se hanno ricevuto pasti e sostegno medico e psicologico”.

http://www.romatoday.it/politica/sgombero-cardinal-capranica-costi-tempi.html?fbclid=IwAR1UEERssTMfhaZ3bpKONc-HrQF1IgogLlPi8X97xf927npc8KeIQzqwsik

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