Verità, giustizia e diritti per le vittime innocenti delle mafie: L’appello dei Familiari delle vittime e di Libera in piazza Montecitorio

Libera promuove, fin dalla sua nascita, molteplici attività al fine di tutelare le persone vittime delle mafie, a partire dal diritto al ricordo delle stesse, strettamente legato a quello che noi abbiamo chiamato, fin dal 1995, “diritto al nome”, affinché nessuna persona fosse dimenticata, curandone la ricostruzione della storia e del contesto in cui ha vissuto. Impegnarci per tutelare il “diritto al nome” ci ha permesso di costruire una memoria viva, in cui la vittima viene considerata sempre una persona la cui dignità non va mai calpestata. Questo ci ha portato a supportare tanti familiari delle stesse vittime innocenti delle mafie nei percorsi giudiziari finalizzati ad ottenere giustizia e verità per la morte dei loro cari. Li abbiamo ascoltati ed abbiamo accolto le ansie ed i timori causati da tempi spesso lunghissimi e da situazioni di grande complessità che hanno messo alla prova esistenze già provate. Molti familiari ci hanno raccontato di come alcune norme o la difficoltosa applicazione delle stesse, ha mortificato il loro già difficile percorso all’interno di famiglie in cui la violenza mafiosa ha creato lacerazioni profonde e insanabili. Ecco perché riteniamo urgente che si ponga nuovamente la giusta attenzione alle persone vittime, al fine di evitare ulteriori processi di vittimizzazione, circostanza che in uno Stato democratico e di Diritti non dovrebbe mai accadere. Riteniamo sia una priorità modificare il senso stesso delle misure previste a favore delle vittime, in quanto ad oggi vengono definite “benefici”, mentre sarebbe giusto e culturalmente opportuno definirle “diritti”.

Evidenziamo, inoltre, alcuni punti rispetto ai quali chiediamo:

– che sia riconosciuto lo status di vittima di mafia anche alle persone che hanno perso la vita a causa di eventi delittuosi di stampo mafioso in data antecedente al 1° gennaio 1961 e per le quali ricorrano i presupposti per il riconoscimento medesimo;

– l’equiparazione delle vittime del dovere e delle mafie alle vittime del terrorismo, al fine di evitare ulteriori disparità tra le vittime in base alla tipologia dell’evento delittuoso;

– che riguardo all’estraneità della vittima e dei suoi familiari fino al quarto grado, così come previsto dalle norme, sia effettuata una valutazione caso per caso, relativamente alle frequentazioni del superstite e dei familiari della vittima e non sul grado di parentela;

– che in materia di prescrizioni e decadenze, previste anche da una recente circolare del ministero dell’Interno, sia fatta un’attenta ed urgente riflessione per evitare interpretazioni ingiustamente restrittive;

– un riordino ragionato di tutte le norme che disciplinano i diritti (benefici) previsti a favore delle vittime delle mafie, al fine di rendere effettiva la fruizione che rispetto ad alcuni punti fondamentali resta molto spesso solo sulla carta; così come chiediamo che i tempi della valutazione delle singole istanze non si dilatino a dismisura;

– che l’attenzione alla vittima venga posta al centro della riflessione del legislatore, al fine di rendere operative anche in Italia le direttive europee in materia di tutela della vittima e dei suoi familiari, ad essa equiparati, in particolare rispetto alla stessa posizione dei familiari delle vittime nel processo, visibilmente limitata rispetto a quella del reo, dato anche l’approccio reocentrico del nostro sistema processuale;

– promuoviamo un sostegno alle vittime dei reati intenzionali violenti, cosiddetta criminalità comune, al fine di non lasciare sola nessuna persona resa vittima da episodi gravi di violenza.

https://www.libera.it/schede-1167-diritti_alle_vittime_di_mafia

https://www.libera.it/documenti/schede/libera_diritti_vittime_manifesto_2020_2.pdf

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