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Cancellare, non sospendere le politiche di austerità in bilancio

La democrazia e la nostra sicurezza sociale sono incompatibili con le politiche economiche liberiste messe in campo sino ad oggi

Ursula von der Leyen: sospeso il patto di stabilità per consentire all’Italia di mettere in campo quanto necessario per combattere l’emergenza Coronavirus.

Apprendiamo dalla Commissione Europea che le politiche di austerità vengono sospese per garantire il diritto alla salute nei giorni dell’emergenza Coronavirus. Questa decisione conferma quanto sbagliate fossero le scelte compiute sino ad ora. È una ammissione di colpevolezza su quanto contrproducenti per le nostre democrazie fossero le misure messe in campo in questi anni. Dalle parole di Ursula Von der Leyen viene fuori quello che tutti noi sappiamo già da tempo e che era stato ampiamente denunciato nel 2008 e nel 2010 da centinaia di economisti che hanno scritto direttamente ai governi europei, alla CE ed al PE: le politiche di austerità non permettano agli Stati sovrani di garantire il diritto alla salute, il diritto al lavoro, all’istruzione, all’abitare. L’aumento senza precedenti delle disuguaglianze e della povertà sono dirette conseguenze dei tagli al sociale, alla sanità, all’istruzione, alla ricerca.

È bene, per evitare di rifare gli stessi errori e rivivere nuovi drammi, ricordarci che le forze politiche che oggi decidono di sospendere le politiche di austerità, sono le stesse che le hanno promosse in Europa, mentre in Italia le hanno inserite in Costituzione, modificando l’art.81 che ha imposto il pareggio di bilancio, compiendo un errore madornale. Oggi siamo finalmente consapevoli che le politiche di austerità sono contrarie alla democrazia e non garantiscono il diritto alla salute. Per questo chiediamo che vengano “CANCELLATE”, non sospese.

Dal 2009, prima con la campagna Miseria Ladra e poi con la proposta (IM)Patto sociale della Rete dei Numeri Pari, centinaia di realtà sociali e sindacali, migliaia di attivisti e attiviste in Italia – come altre realtà in altri Paesi d’Europa – chiedono la fine delle politiche di austerità e il rilancio di piani per il welfare, per il lavoro e investimenti massicci per avviare la transizione ecologica delle attività produttive e della filiera energetica, così da dare risposte adeguate sia nel breve che nel lungo periodo alla crisi economica ed ambientale. Oggi finalmente, in piena emergenza sanitaria la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen conferma la bontà delle nostre richieste e la lucidità delle nostre analisi per il bene della democrazia. Non fermiamoci adesso.

Non aspettiamo un’altra catastrofe per capire che il liberismo economico e l’austerità sono incompatibili con i diritti e la democrazia.

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