ARTICOLICoronavirusDiritto all'abitare

Nessuna tutela all’orizzonte per l’inquilinato: serve un reddito incondizionato e il blocco immediato degli affitti.

Il 7 febbraio scorso la ministra De Micheli ha stanziato 46 milioni di euro per sostenere i nuclei sfrattati per morosità incolpevole. Oggi si usa questa manovra per affermare che il governo si sta occupando delle migliaia di persone che non ce la fanno a pagare un canone per l’alloggio dove abitano. Con buona pace di chi spera in bonus salvifici.
Con tutta probabilità questa è l’unica misura orientata verso un segmento sociale in progressiva difficoltà a causa del regime quotidiano imposto dal Covid-19. Si parla di una platea di diversi milioni di persone che andranno in apnea economica e non potranno onorare affitti onerosi, anche a causa di accordi territoriali sindacali che hanno stabilito prezzi anche più alti dello stesso mercato.
Oltretutto anche la burocrazia delle amministrazioni locali sta procedendo imperterrita ad avviare procedimenti ingiuntivi nei confronti di chi vive nelle case popolari dell’Ater e del Comune, senza tenere conto della situazione straordinaria.
Per questo stiamo chiedendo un reddito incondizionato e il blocco degli affitti, dei mutui, delle tariffe, dei finanziamenti e delle imposte.
Insieme ad AS.I.A. Usb e a Noi Restiamo abbiamo scritto in una lettera al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti per sottolineare l’assoluta assenza di provvedimenti strutturali rivolti al disagio sociale crescente e a un’emergenza abitativa che non può essere affrontata con provvedimenti tampone.
Movimento per il diritto all’abitare
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Al Presidente del
Consiglio Giuseppe Conte ed ai Ministri competenti
Con la presente intendiamo sollecitare il Governo nell’attuazione di un provvedimento urgente per sospendere il pagamento dei canoni d’affitto e delle utenze per tutta la durata dell’emergenza sanitaria in corso e nell’attuazione di urgenti misure legislative per far fronte alla potenziale grave situazione che toccherà milioni di persone nel nostro paese.
L’emergenza sanitaria che determina il blocco o la riduzione delle attività lavorative, si sta trasformando in una perdita di reddito totale o parziale per moltissimi cittadini, mettendoli davanti all’impossibilità di pagare le rate d’affitto e i costi delle utenze nei mesi a venire.
Considerato che, i provvedimenti presi fino ad ora non prevedono nessuna iniziativa riguardante il diritto all’abitare e sono assolutamente insufficienti per far fronte alle difficoltà economiche che molti sono già e saranno costretti ad affrontare, in particolare modo famiglie a basso reddito, lavoratori precari e studenti e lavoratori fuori sede.
Tenendo presente che: le attuali misure adottate non garantiscono un reddito dignitoso per tutti e lasciano tantissime persone senza alcuna entrata; una quota importante dei lavoratori che accedono a trattamenti di integrazione salariale non percepiranno lo stesso reddito; per i lavoratori che percepiranno pagamenti diretti dall’Inps si prospettano tempi di attesa irragionevoli; non è prevista una rimodulazione o un blocco del pagamento dei canoni di affitto delle abitazioni; la legge 431/98 che regola i contratti di locazione ad uso abitativo prevede che l’inquilino inadempiente al pagamento di due mensilità sia soggetto al procedimento di sfratto per morosità; sarà probabile un proseguimento della difficoltà economica complessiva del Paese anche una volta finita l’emergenza sanitaria.
Le scriventi sottopongono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la necessità di attuare urgentemente una serie di misure, sia in fase di emergenza sanitaria sia al termine di essa. Come misure d’emergenza:
– blocco degli affitti, del pagamento delle utenze e soluzioni abitative per tutti;
– reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro che preveda un’integrazione specifica a sostegno delle spese per l’abitazione che possa comprendere anche chi, per necessità, si è rivolto al mercato nero dei posti letto;
– un provvedimento specifico che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell’emergenza sanitaria;
– convinti che i fondi sostegno all’affitto non possano essere gli strumenti per affrontare la questione del caro affitti neanche in condizioni normali, riteniamo che gli interventi necessari debbano avere carattere nazionale e debbano soprattutto avere la forma dell’integrazione al reddito dei nuclei familiari; non debbano essere sicuramente un sostegno economico erogato direttamente ai proprietari di casa influendo in maniera negativa su quello che sarebbe il livello fisiologico dei canoni. Utilizzare per queste finalità anche i Fondi Regionali di sostegno all’affitto. Lo strumento della “Morosità Incolpevole” non è adatto ad affrontare la situazione d’emergenza anche per il solo fatto che interviene su morosità già conclamate a sfratto già intimato. Rimane il punto sulla necessità di avere misure generali, a carattere nazionale, che impegnino i fondi necessari e impediscano alle regioni di attuare criteri diversi, escludendo intere categorie di abitanti come troppo spesso accade o erogando i fondi direttamente alle proprietà immobiliari. A tale proposito ci parrebbe piuttosto opportuna una misura, che non tocca certo a noi proporre, a tutela di quei piccoli proprietari che hanno come unico reddito quello derivante dall’abitazione locata.
– Sostenere questi provvedimenti anche prevedendo una tassazione specifica del patrimonio tenuto sfitto e delle grandi proprietà immobiliari.
Finita l’emergenza:
– abrogazione della 431/98 per fermare il libero mercato degli alloggi, introducendo un canone equo per gli alloggi di civile abitazione;
-incremento e miglioramento dell’edilizia residenziale pubblica;
-tassare con aliquote specifiche le forme di locazione inferiori ai 30 giorni (B&B), maggiorate rispetto a quelle previste per le locazioni di durata superiore e destinare le risorse all’incremento dell’offerta abitativa pubblica.
ASIA-USB
Organizzazione giovanile Noi Restiamo
Movimento per il Diritto all’Abitare
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