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Concentrazione della ricchezza e aumento della povertà

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All’emergenza sanitaria si somma quella economica, fotografata da due dati, resi noti in questi giorni. Quello della concentrazione della ricchezza e quello dell’aumento delle povertà.

E’ stata pubblicata la classifica Forbes dei super-ricchiper loro, il 2020 è stato un anno record. Il numero dei miliardari nel mondo è balzato a 2.755, ovvero 660 in più rispetto all’anno scorso. Mettono le mani su 13.100 miliardi, 8.000 in più del 2020. 493 i neomiliardari di cui 210 dalla Cina e da Hong Kong. Jeff Bezos – proprietario di Amazon – si conferma l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio di 177 miliardi di dollari. Dopo di lui Elon Musk, di Tesla, con 151 miliardi.

Dall’altro lato ci sono i numeri dell’Oms: la pandemia ha portato in povertà estrema tra i 119 e 124 milioni di persone in più. Numeri confermati dal rapporto di Amnesty International, che aggiunge: “i più colpiti sono anziani, minoranze e donne, con un aumento anche della violenza di genere“. In almeno 42 Paesi, le autorità hanno vessato e intimidito operatori sanitari e lavoratori essenziali che “hanno subito le conseguenze di sistemi sanitari deliberatamente smantellati e di ridicole misure di protezione sociale”

Una trasmissione sul tema con l’economista Francesco Schettino, autore tra gli altri di “Crisi, disuguaglianze e povertà. Le iniquità del capitalismo, da Lehman Brothers alla Covid-19”, scritto insieme a Fabio Clementi. E parliamo anche di diritti negati con il rapporto 2020-2021 di Amnesty International insieme alla testimonianza di Emanuele Russo presidente di Amnesty International Italia: una pubblicazione che annualmente documenta la situazione dei diritti umani, quest’ultimo anno analizzando la situzione in 149 paesi durante il 2020 e fornendo analisi globali e regionali. Il volume descrive le principali preoccupazioni e richieste di Amnesty nei confronti di governi e altri attori rispetto al tema dei diritti.

“Durante il 2020, il mondo è stato scosso dal Covid-19. La pandemia e le misure prese per contrastarla hanno avuto conseguenze per tutti ma hanno anche messo in forte risalto, e in alcuni casi aggravato, le disuguaglianze e gli abusi sistematici esistenti. I lockdown e le quarantene hanno colpito in modo sproporzionato i gruppi marginalizzati, gli anziani e le persone che vivono nell’indigenza. Anche se prosegue la tendenza a criminalizzare la violenza di genere nel diritto interno, le denunce di violenza contro le donne sono aumentate. Molti governi hanno represso il dissenso, talvolta usando come pretesto le misure per controllare il Covid-19. Hanno fatto uso eccessivo della forza per sopprimere le proteste contro la brutalità della polizia e la discriminazione. Hanno messo a tacere le critiche di difensori dei diritti umani e oppositori con nuove limitazioni alla libertà d’espressione e il ricorso alla sorveglianza.” Amnesty International.

CONCENTRAZIONE DELLA RICCHEZZA E AUMENTO DELLA POVERTA’, COSì COLPISCE IL CAPITALE IN CRISI

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