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Il gran ballo della sicurezza: venerdì 18 gennaio – ore 10 – la città solidale assedia la Prefettura

A nulla è valso il decimo clochard morto a Roma a causa del freddo in poco più di due mesi. Ieri ancora due sgomberi contro le persone che, allontanate dalla ex Penicillina, sulla Tiburtina, avevano trovato rifugio in immobili non utilizzati. E ancora uomini e donne identificati e lasciati in strada senza soluzioni, oltretutto con addosso denunce per invasione di edifici appesantite dal decreto Salvini, da poco trasformato in legge, sulla sicurezza urbana. I morti e gli sgomberati sono accomunati da un identico destino, essere dimenticati, invisibili e quindi non vittime delle gelide temperature, ma delle pratiche di esclusione sociale e della mancanza di tutele di diritti primari quali l’alloggio e l’accoglienza. Il ripristino della legalità rimane l’unico imperativo al quale rispondere, con buona pace dei migliori sentimenti di umanità possibili. È molto più gelida la mano della Prefettura, della Questura e delle amministrazioni locali, di quella dell’inverno capitolino.Venerdì alle ore 11 andrà in scena di nuovo, nel tavolo provinciale ordine e sicurezza, il ballo degli sgomberi. Il Messaggero ha già fatto sapere che si parlerà di palazzi abitati da centinaia di famiglie e che non mancherà la presenza del vice premier Salvini. Dalle minacce si passa ai fatti?Per non lasciare un solo minuto da soli questi figuranti della legalità, abbiamo deciso di mobilitarci. E lo faremo insieme alla città solidale con chi nella capitale soffre la mancanza di una certezza del presente. Parliamo degli inquilini sotto sfratto, ai quali un tempo si concedevano proroghe legate alle festività e alle intemperie invernali. Degli abitanti delle case di Ostia minacciati di sgombero così come le tante famiglie ritenute occupanti senza titolo delle case popolari. Per non parlare degli stabili vuoti occupati per necessità e strumentalmente indicati come pericolanti e quindi da liberare con urgenza. Vogliamo sapere quanto ancora Roma intende sopportare questa sciatteria sociale. Questa incapacità di programmare politiche abitative e un welfare accettabile. Sostituendo con la mano forte della sicurezza imposta a colpi di esibizioni muscolari in giro per la città, la mancanza di un’azione sociale autorevole e organizzata. Siamo passati di fatto da mafia capitale, che lucrava sulle emergenze, alla dimenticanza capitale, dove le responsabilità vengono celate dietro parole vuote come sicurezza e legalità per i più fragili.Di nuovo il teatro decisionale sarà la sede della Prefettura. Non ci aspettiamo ripensamenti dal ministero dell’Interno, ma riteniamo che Comune e Regione non debbano avallare operazioni di polizia ulteriori e accettare, di fatto, di avvelenare ancora di più le tensioni sociali che questa città già soffre, avvalorando la necessità di una guerra contro gli occupanti. Per questo saremo in piazza Ss. Apostoli dalle ore 10 venerdì 18 gennaio.

17 Gennaio 2019 / by / in
Casacomune. Laudato si’ Laudato qui. Scuola e Azioni.

Parte una nuova sfida, una nuova avventura del Gruppo Abele. Casacomune. Laudato si’ Laudato qui. Scuola e Azioni. è un programma di formazione che prevede incontri e corsi di varia durata nell’arco dell’anno. Si ispira ai principi espressi nella stupenda enciclica di Papa Francesco, la Laudato si’: un canto d’amore per la terra, ma anche un monito all’uomo affinché ne abbia cura, nel segno di quella “ecologia integrale” che vede nella responsabilità verso il creato la necessaria premessa al benessere delle creature.

Il cambiamento ha bisogno di conoscenza. Lo sappiamo bene, ce l’ha insegnato, fra gli altri, il nostro caro Antonino Caponnetto, le cui parole sempre ricordiamo quando parliamo con i giovani di tutta Italia: «La mafia teme più la scuola della giustizia!». Quante scuole abbiamo visitato, quanti progetti di formazione e sensibilizzazione abbiamo promosso negli anni! Senza smettere di formarci noi stessi, grazie alla competenza di tanti amici che ci hanno accompagnati, guidandoci nella comprensione di questioni tecniche, storiche, giuridiche. Adesso è il momento di ampliare, una volta di più, il nostro sguardo. 

Casacomune. Laudato si’ Laudato qui. Scuola e Azioni. è un programma di formazione che prevede incontri e corsi di varia durata nell’arco dell’anno. Si ispira ai principi espressi nella stupenda enciclica di Papa Francesco, la Laudato si’: un canto d’amore per la terra, ma anche un monito all’uomo affinché ne abbia cura, nel segno di quella “ecologia integrale” che vede nella responsabilità verso il creato la necessaria premessa al benessere delle creature.

L’idea, ancora una volta, è quella di saldare il sapere col fare. Di trasformare il Laudato si’ in un Laudato qui, la contemplazione in un’azione coraggiosa di salvaguardia, risanamento, ristabilimento dell’armonia ovunque sia messa alla prova: nel rapporto fra l’uomo e la natura, fra gli uomini stessi e fra le società umane.

In un’ottica dal respiro così ampio, rientrano tutti i temi a noi più cari: i diritti, la legalità, la giustizia sociale. Con l’impegno per la legge sui reati ambientali, abbiamo già avuto modo di riflettere sulla complessità del rapporto fra l’uomo e la sua “casa”. Casacomune ci permette di approfondire quella prima riflessione,  offrendoci strumenti di analisi adeguati a un presente in continua, vorticosa e talvolta pericolosa trasformazione. 

Il calendario degli incontri sarà fitto. Affronterà di volta in volta temi sociali, ambientali, storici, economici ecc., con rigore scientifico ma senza trascurare la dimensione spirituale ed etica – con l’intervento di persone dai riferimenti culturali e religiosi più diversi – e lasciando spazio al racconto di esperienze innovative, per dare il segno di un cambiamento già iniziato.

Rafforziamo il nostro impegno, per questo cambiamento! Abbracciamo una visione più vasta, per incidere maggiormente e in modo più durevole in tutte quelle realtà nelle quali già operiamo.

programma-Scuola-Casacomune-15-17-febbraio-2019

17 Gennaio 2019 / by / in
Contro DL Sicurezza, sgomberi e propaganda 10 gennaio ore 16 assemblea pubblica in Campidoglio. Casa, reddito e dignità per tutt*

In queste settimane, il dibattito pubblico innescato dall’approvazione del Decreto Sicurezza ha riportato al centro dell’attenzione alcuni nodi fondamentali che i movimenti e le realtà sociali di Roma discutono nei propri spazi e nelle piazze da tempo: il tema di cosa sia la sicurezza e della libertà di movimento; la questione delle migrazioni, del welfare e del reddito; il tema del governo della città come accesso ai diritti e non esclusiva materia di ordine pubblico. Non da ultimo, il tema della residenza anagrafica e della negazione di diritti che il mancato accesso ad essa comporta, come i Movimenti denunciano dal 2014, data di approvazione del famigerato decreto Renzi-Lupi welfare di base ad essa associato, che escludeva dalla residenza gli occupanti per necessità.

Le politiche contenute nel Dl Sicurezza costituiscono un’aggravante della situazione che Movimenti, sindacati e associazioni impegnati sul terreno del diritto all’abitare denunciano già da tempo bussando alle porte del Comune di Roma che da tempo si trincera dietro la legalità di facciata, ignora qualsiasi istanza di giustizia sociale (che si tratti di sgomberare gli spazi sociali o di offrire le baracche di via Ramazzini a chi sgombera, e solo se ritenuti ‘fragilità sociali’) e anzi si allinea con Salvini approvando regolamenti di polizia urbana che recepiscono tutto il peggio del governo autoritario e violento del territorio. Sul punto, ancora una volta dobbiamo constatare l’assordante silenzio della Regione Lazio, e la totale indisponibilità al dialogo di una Prefettura totalmente allineata alla linea dura senza soluzioni del Ministero degli Interni.

Una scelta ancor più scellerata, se si considera che solo a Roma il disagio abitativo conta 15 mila famiglie alle quali l’amministrazione deve rispondere con misure adeguate. Tra queste, le famiglie delle occupazioni abitative come il 4 Stelle Occupato, sotto minaccia di sgombero a causa di un incendio accidentale che ha interessato una piccola porzione dello stabile, ma che ha portato Vigili del Fuoco e Prefettura a dichiarare l’intero stabile inagibile. O le 500 famiglie delle cosiddette ‘case di sabbia’ di Armellini a Ostia, nei confronti delle quali la chiusura del Campidoglio è totale a parte l’offerta di un ruolo di auditori di facciata. O i nuclei familiari degli ex residence, oggi Sassat, posti sotto sgombero dal Dipartimento delle Politiche Abitative per cavilli burocratici. A cui si aggiungeranno tutti migranti e richiedenti asilo espulsi dal circuito SPRAR e sgomberati dagli accampamenti informali in cui avevano trovato un seppur limitatissimo rifugio.

Come realtà autorganizzate, di base e dal basso che ogni giorno si confrontano con la materialità delle questioni sociali di questa città, e in un momento storico in cui la propaganda arriva a dichiarare chiusi i porti senza alcun atto formale lasciando 49 persone in balia del mare, riteniamo che l’opposizione al Dl Salvini non possa essere delegata ai cosiddetti ‘sindaci ribelli’, né esaurirsi sul terreno del botta e risposta colpi di tweet e post che sicuramente si intensificheranno a ridosso delle prossime scadenze elettorali. Per questo, l’assemblea cittadina convocata Giovedì 10 gennaio alle h.16 in Piazza del Campidoglio costituisce la prima tappa per un patto di solidarietà e opposizione che sappia mettere a freno la barbarie della repressione di un Governo che risponde ai soli poteri forti, lasciando indietro tutti e voltandosi solo per spargere l’illusione di una stabilità con il reddito di cittadinanza. Nelle piazze, nelle occupazioni, nelle case popolari, costruiremo la difesa dei nostri spazi e del nostro tessuto sociale, contro gli sfratti e gli sgomberi, con ogni mezzo necessario, che sia una barricata o un gilet giallo.

10 Gennaio 2019 / by / in
Venerdì 14 dicembre ore 14 presentazione del 16° rapporto sui diritti globali “Un mondo alla rovescia”

La presentazione del volume si terrà venerdì 14 dicembre alle ore 14:00 presso la CGIL nazionale, Sala Santi, Corso d’Italia 25, Roma

Comunicato stampa

In tempo di Global Compact, con 258 milioni di migranti nel mondo (di cui 150 milioni per motivi di lavoro, 36 milioni bambini, 25 milioni rifugiati), meno arrivi sulle coste italiane ma più morti in mare, un’attenta analisi sul fenomeno, alla luce del populismo imperante, arriva dalla nuova edizione del Rapporto sui Diritti globali dal titolo Un mondo alla rovescia, realizzato dall’associazione Società INformazione, promosso dalla CGIL e pubblicato da Ediesse, con l’adesione di numerose altre organizzazioni.

 

Il Rapporto, che prende in esame i processi connessi con la globalizzazione e le sue ricadute sotto il profilo sociale, economico, geopolitico e ambientale, giunto alla sua sedicesima edizione, è articolato in capitoli tematici con una panoramica generale e con un focus di approfondimento sugli argomenti più rilevanti e attuali dell’anno. Il tutto corredato da cronologie dei fatti, dati statistici, riferimenti bibliografici e web.

 

Parlando di immigrazione, si parte dalla constatazione che il Mediterraneo è divenuto una fossa comune scavata nella e dalla democratica Europa, dove a fronte della diminuzione degli sbarchi rivendicata dal governo Conte-Salvini (ma prima da quello Gentiloni-Minniti), cresce la frequenza delle morti. Dal 1993 al 5 maggio 2018 sono 34.361 le morti documentate di persone che cercavano di arrivare in Europa, dunque il numero reale stimato è sensibilmente maggiore). Se dal 1° gennaio al 2 dicembre 2017 gli arrivi di migranti via mare erano stati 164.908 (di cui 117.120 in Italia), con 3.113 vittime nel Mediterraneo (di cui 2.844 nella rotta centrale verso l’Italia), nello stesso periodo del 2018 sono stati, rispettivamente, 107.583 (di cui 23.011 in Italia) con 2.133 morti o scomparsi (di cui 1.285 nella rotta verso l’Italia). È stato calcolato che negli ultimi mesi un migrante ogni cinque partiti dalla Libia risulta annegato o disperso, una percentuale da ultimo ancor più tragicamente lievitata. E a chi non muore e viene ricacciato indietro tocca l’inferno del lager libici.

 

Il prezzo del calo degli arrivi (in Italia, giacché il flusso si è semplicemente spostato verso Spagna, che ha visto raddoppiare gli arrivi nel 2018, e Grecia) è dunque assai salato, pur se nascosto e trascurato dalla disumana enfasi populista e da una politica ridotta a propaganda via twitter.

 

Il 16° Rapporto racconta poi la politica europea e la divisione tra gli Stati in materia di migranti per arrivare alla guerra alle ONG dichiarata in Italia dal nuovo governo Lega-5 stelle.

 

È un mondo alla rovescia quello in cui chi, come le Organizzazioni Non Governative, si organizza e si adopera per salvare vite umane, supplendo all’azione di governi cinici e di istituzioni incapaci, viene ostacolato, calunniato, inquisito.

 

Chiusi i porti italiani, criminalizzate le ONG, delegata dietro compenso la detenzione dei migranti ai lager libici e il blocco delle partenze ai clan della Guardia costiera di Tripoli, consegnati al cimitero marino quelli che riescono comunque a filtrare nelle maglie e a partire, predisposte le condizioni, con l’invio di una missione militare, di una barriera anti migranti ancora più arretrata nel Sahel, ora si cerca di colpire e punire i testimoni, i “complici” italiani, i “buonisti”, i sindaci, gli opinionisti (sempre meno), le associazioni, gli attivisti e i volontari che rifiutano l’arruolamento nell’esercito chiamato a difendere la patria dai barbari.

Il 2018 è stato, poi e assieme, l’anno del nazionalismo risorgente, delle crescenti spinte sovraniste, delle guerre commerciali e delle guerre tecnologiche, della fibrillazione geopolitica, bellica e neocolonialista, tutte manifestazioni di una società globale finanziarizzata. Tutto ciò inserito in un contesto politico che vede l’Europa in preoccupante crisi d’identità, mentre si avvicinano le elezioni, sottoposta alle opposte ma convergenti mire disgregatrici di Russia e Stati Uniti, i quali, dopo il Midterm, continuano a essere ostaggio del protezionismo aggressivo di Donald Trump.

 

Questo è stato anche l’anno in cui in cui appare approfondita e priva di controspinte la crescita di diseguaglianze e povertà, che dura ormai dall’inizio della crisi economica del 2008. Povertà e declassamento sociale che hanno colpito anche i ceti medi e che contribuiscono ad alimentare i populismi, nella colpevole latitanza di politiche pubbliche di sostegno dei più deboli e nella dolosa continuità di flussi enormi di risorse indirizzate verso banche e finanza, grandi imprese e gruppi multinazionali e di politiche fiscali e di deregolamentazione a favore del capitalismo delle piattaforme, con sempre maggiore compressione di diritti e salari dei lavoratori, in misura crescente costretti a un precariato a vita.

 

In Italia, poi, la povertà ha assunto un carattere strutturale, con i poveri assoluti che hanno superato i 5 milioni di unità (il valore più alto da quando l’ISTAT fornisce questo indicatore) e un corrispondente aumento non già di politiche di welfare e di sostegno bensì di criminalizzazione e di controllo autoritario sui poveri, come da ultimo nel decreto sicurezza ratificato dalle Camere, e le conseguenti spinte razziste.

Analizzando il quadro globale, il Rapporto affronta la situazione della (non) pace nel mondo, con i conflitti armati cresciuti per numero, complessità e letalità, in gran parte del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia meridionale, dove si registrano violenze prolungate, con il riflesso di violazione di diritti umani, mentre continua imperterrito il business di morte connesso alle industrie e all’export bellico, nonché alla geopolitica del petrolio e del gas. Anche quello italiano, che vede decine di migliaia di bombe prodotte in Sardegna dalla RWM Italia e consegnate all’Arabia Saudita che le utilizza per bombardare lo Yemen, nonostante la legge n. 185 del 1990 vieti la vendita di armi ai Paesi in stato di conflitto armato.

 

In parallelo cresce la minaccia e il riarmo atomico e l’inedito, preoccupante e semisconosciuto fenomeno delle nuove tecnologie belliche, i Lethal Autonomous Weapons Systems, ovvero armi in grado di individuare e colpire bersagli, umani e non, in modo indipendente e senza l’autorizzazione da parte di una persona, di cui il Rapporto denuncia attualità e rischi.

 

Tanto che il Doomsday Clock, l’Orologio dell’Apocalisse, nato nel 1947 per opera degli scienziati della rivista “Bulletin of the Atomic Scientists”, un orologio simbolico che indica la distanza temporale stimata dalla fine del mondo, dal gennaio 2018 ha spostato le lancette a due minuti dalla mezzanotte, il punto di pericolo sinora più alto raggiunto, cui concorre anche il cambiamento climatico in corso.

 

Mentre comincia la COP24 di Katowice e il neo presidente brasiliano Jair Bolsonaro si allinea alle scelte suicide di Trump riguardo gli accordi internazionali sul clima, prefigurando nuove devastazioni della foresta amazzonica e mano ancor più libera ai distruttori dell’ambiente e al capitalismo estrattivo, il 16° Rapporto sui Diritti Globali esamina lo stato del pianeta, ferito e stressato dal riscaldamento climatico, dall’aumento di eventi meteorologici estremi, con il drammatico risvolto dei milioni di profughi ambientali, con la corsa all’accaparramento delle terre, l’aumento della scarsità di acqua, l’approvvigionamento energetico, la difficile e contrastata transizione alle energie alternative.

Il Rapporto contiene poi la prefazione di Susanna CAMUSSO, l’introduzione di Sergio SEGIO, interventi di Vittorio AGNOLETTO, Santiago ALBA RICO, Mauro BIANI, Marta BORDIGNON, Ascanio CELESTINI, Francesco CARCHEDI, Marco DE PONTE, Giuseppe DE MARZO, Paolo DI VETTA, Fausto DURANTE, Amador FERNÁNDEZ-SAVATER, Alessandro GENOVESI, Marirosa IANNELLI, Malalai JOYA, Maurizio LANDINI, Antonio LISBOA, Luca MANES, Ryu MIKYUNG, Salvatore PALIDDA, Ivan PEDRETTI, Livio PEPINO, Alberto PRIETO ROZOS, Cinzia SCAFFIDI, Benedetto VECCHI

  • A illustrare e commentare il Rapporto venerdì 14 dicembre alla CGIL di Roma vi saranno, tra gli altri: Fausto Durante (Coordinatore Area Politiche Internazionali CGIL), Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto ActionAid Italia, Giuseppe De Marzo (Coordinatore Rete dei numeri pari), Patrizio Gonnella (Presidente nazionale Antigone), Alessandro Metz (Armatore nave Mediterranea), Sergio Segio (curatore del Rapporto, direttore di Associazione Società Informazione)

Oltre che in libreria il Rapporto può essere prenotato e acquistato presso l’editore Ediesse (telefono: 06 44870283, fax: 06 44870335).

Ulteriori info su: https://www.dirittiglobali.it, https://www.facebook.com/rapportodirittiglobali/

https://www.ediesseonline.it, https://www.facebook.com/ediesseonline/

11 Dicembre 2018 / by / in
Roma, 4 dicembre: “Le ragioni del diritto al reddito” – Assemblea del Coordinamento per la democrazia Costituzionale

Coordinamento per la democrazia costituzionale – Roma

Assemblea

 

Le ragioni del diritto al reddito

 

Relatore: Giuseppe De Marzo

Presiedono: Paolo Ciofi, Tina Stumpo

Partecipano: Pietro Adami, Giuseppe Allegri, Michela Arricale, Michela Becchis, Marina Boscaino,
Alessandro Brunetti, Giancarlo Candela, Cristina Cirillo, Daniela Caramel, Luciano Colletta, Carlo
Corsetti, Mario De Bellis, Leda Di Paolo, Roberta Fantozzi, Claudio Giambelli, Fanio Giannetto,
Daniela Lucatelli, Roberto Mamone, Vito Meloni, Roberto Morea, Roberto Musacchio, Loretta
Mussi, Fulvio Parisi, Enzo Russo, Franco Russo, Cicci Salinari

Martedì 4 dicembre h. 17.30 – 20

in Via Saluzzo 49 (metro A, fermata Ponte Lungo)

3 Dicembre 2018 / by / in
Sabato 1° dicembre anche le realtà romane della Rete dei Numeri in corteo

Sabato 1 dicembre anche le realtà romane della Rete dei Numeri Pari sono scese in piazza, insieme a migliaia di persone, per la manifestazione “Roma non sta a guardare” promossa dall’appello Sei una di noi. Sei uno di noi, contro disuguaglianze, mafie e razzismo per una città accogliente e solidale per tutte e tutti. Di seguito alcuni articoli e foto del corteo e della piazza:

3 Dicembre 2018 / by / in ,
L’energia delle lotte illumina il 4 Stelle!

Il 10 novembre un incendio si è sviluppato nell’ex hotel 4 Stelle, danneggiando una piccola parte dell’immobile.
I vigili del fuoco hanno dichiarato l’intera struttura inagibile dal punto di vista impiantistico, ma nonostante il distacco dell’acqua e della luce gli abitanti si sono organizzati per resistere, grazie anche alla tanta solidarietà ricevuta.

Dal 6 dicembre 2012, l’hotel 4 Stelle è abitato da circa 500 persone, di cui 150 minori molti nati proprio lì, in lotta per il diritto all’abitare. Nel clima di guerra ai poveri che si respira in questa città, l’incidente avvenuto potrebbe accelerare le procedure di sgombero nei confronti di persone che non chiedono assistenzialismo ma rivendicano il diritto alla casa, a un lavoro non sfruttato, al reddito, alla dignità.

Per ringraziare tutt* della solidarietà ricevuta, per festeggiare i 6 anni di occupazione e per continuare a sostenere le bambine e i bambini, le donne e gli uomini del 4 Stelle vi invitiamo a partecipare alla giornata del 2 dicembre costruendola insieme, con il contributo che ognun* ha voglia di dare!

Fai la tua parte, porta la tua arte!

#4StelleResiste #stopsgomberi #stopdistacchi #indivisibili

https://www.facebook.com/events/2004030886344779/

30 Novembre 2018 / by / in ,
Sei 1 di noi | 1° dicembre manifestazione cittadina a Roma

Sei un fioraio egiziano che si spacca la schiena per portare a casa 600 euro al mese e, un giorno qualunque, vieni aggredito solo per il colore della tua pelle?

Sei uno di noi.

Sei una madre costretta a occupare un bene pubblico dismesso perché sei in attesa da anni di una casa popolare?

Sei una di noi.

Sei un giovane ragazzo obbligato a pedalare per tutta Roma, ricevendo una paga di 4 euro a consegna senza alcuna tutela?

Sei uno di noi.

Sei socia di cooperativa che, dopo lo scandalo di Mafia Capitale, si sente additata come criminale anche se si fa in quattro dalla mattina alla sera a fianco dei più deboli?

Sei una di noi.

Sei un laureato costretto al lavoro gratuito e la tua unica prospettiva è l’emigrazione?

Sei uno di noi

Sei una donna che non può permettersi un figlio e che rotola tra dieci lavoretti?

Sei una di noi

Sei un abitante di questa città costretto ad aspettare un anno per un’ecografia in un ospedale pubblico?

Sei uno di noi.

Sei una rifugiata che ha affrontato l’inferno libico e, dopo aver subito la mala-accoglienza, è stata sgomberata dall’ abitazione in cui aveva creato esperienze di autogestione e mutualismo con la propria comunità?

Sei una di noi.

Sei una persona che ne ama un’altra dello stesso sesso e hai sempre più paura a camminare per strada mano nella mano?

Sei una di noi.

Sei nato o cresciuto in Italia ma non hai la cittadinanza per la mancata riforma della legge?

Sei uno di noi.

Sei una maestra che prova a creare esperienze di convivenza e solidarietà in una delle tante scuole meticce della metropoli romana?

Sei una di noi.

Sei un commerciante romano che resiste alla violenza delle Mafie, che vorrebbero costringerti a pagare il pizzo?

Sei uno di noi.

Sei costretta alla falsa partita IVA, al lavoro a somministrazione, alla precarietà permanente?

Sei uno di noi

Sei la mamma di una bambina rom che, mentre passeggiava, ha visto la propria piccola colpita alla schiena da una pistola ad aria compressa?

Sei una di noi.

NOI SIAMO QUESTI
Quelli che tentano di sopravvivere in una città piena di disuguaglianze e miseria.

Quelli che resistono, facendo le capriole per far quadrare i conti.

Non cadiamo nella trappola di considerare causa dei nostri mali chi sta peggio di noi o chi è nato altrove, perché sappiamo di essere dalla stessa parte.

NOI NON SIAMO
Gli imprenditori dell’odio e del rancore che soffiano sul razzismo e rievocano il fascismo.

I grandi costruttori e le Mafie che saccheggiano le nostre città.

Le multinazionali e la finanza che sfruttano il nostro lavoro e speculano sui nostri soldi.

Quelli che, raggiunti i luoghi di governo, distruggono i servizi pubblici e dimenticano i beni comuni.

I grandi potentati economici che arricchiscono i ricchi e impoveriscono i poveri.

Chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici, non ci inganna.

COSA VOGLIAMO? DIGNITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE
Eguaglianza, solidarietà, pari opportunità, partecipazione e accoglienza sono i principi in cui crediamo e che rivendichiamo.

La sicurezza che cerchiamo è innanzitutto quella economica e sociale: lavoro, reddito e casa dignitosi. Una scuola e una sanità pubbliche, universali e efficienti. Verde e spazi sociali per i nostri bambini.

Una città libera dalle Mafie e dai grandi poteri finanziari ed economici.

Una società libera da ogni tipo di discriminazione e di razzismo, secondo i principi conquistati dalla Resistenza, sanciti dalla Costituzione e smarriti dalla Repubblica.

Per questo chiediamo a tutti e tutte di prendere parola, di uscire dalle case e dai luoghi di lavoro; di incontrarci per conoscerci e riconoscerci sabato 1 dicembre in un corteo che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14:00

https://sei1dinoi.org/

30 Novembre 2018 / by / in , ,
“Sei 1 di noi” 30/11 incontro pubblico su Servizi e sicurezza sociale

Che cos’è e chi riguarda la sicurezza sociale? Quali scelte politiche richiede, per essere garantita? Chi può contribuire a rafforzarla?
Queste alcune delle domande che ci poniamo e su cui vogliamo confrontarci in questa assemblea cittadina.

Definire una spesa per i servizi sociali, adeguata al livello di disagio che oggi esprimono tutti i territori della città, significa ripensare alle priorità. Il crescente approccio assistenzialista delle politiche messe in campo e i pesanti tagli previsti per i servizi alla persona, a partire da quelli per l’integrazione, delineano uno scenario futuro più che preoccupante.

Alto sarà il prezzo che la società pagherà in termini di rischi per la sicurezza, se non si sostengono adeguatamente fragilità sociali e non si investe su azioni di prevenzione. Assistiamo sempre più ad un rilevante passo indietro sulle tante buone pratiche che, in questi
anni, le Organizzazioni del sociale hanno messo in piedi. I grandi cambiamenti sulla spesa sociale devono avvenire a livello nazionale ma, già oggi, è necessario mobilitarsi per far crescere la partecipazione sul territorio cittadino e sollecitare i necessari ed urgenti cambiamenti, che da subito si possono attivare.

Le Organizzazioni del sociale sono certe di di poter dare quel contributo essenziale, per declinare il termine sicurezza con adeguate azioni ed interventi nei servizi sociali.

Ne parleranno con:
FRANCESCA DANESE Forum del Terzo Settore
MARIO GERMAN DE LUCA CESV
GIUSEPPE DE MARZO Libera
DON NICOLA DI PONZIO Vice parroco s. Giustino
MASSIMO MARTORANA Il Trattore cooperativa sociale
CONCETTA RICCO Cospexa cooperativa sociale
MAURIZIO SIMMINI Iskra cooperativa sociale
CLAUDIO TOSI Cemea
ANNA VETTIGLI Legacoopsociali Lazio

Verso la manifestazione del 1 dicembre: https://www.facebook.com/events/292793531443977/

Evento fb assemblea 30 novembre: https://www.facebook.com/events/331434274335326/

30 Novembre 2018 / by / in , ,
“Sei 1 di noi” 23/11 incontro pubblico su Mafie, corruzione, zona grigia – Così rispondono le periferie!

Liberiamo Roma dalle mafie, dalla corruzione e dalla zona grigia. Basta far finta di niente. Non possiamo più sopportare quanto sta avvenendo in città. C’è troppo silenzio e troppa sottovalutazione del problema della crescita delle mafie, della corruzione e della cosiddetta zona grigia nella nostra città. Si fa finta di non vedere perché conviene a molti ignorare. Ma la verità è diversa. Le mafie sono un cancro per tutti, divorano diritti e giustizia, distruggono democrazia e territori, devastano coscienze e società. Dobbiamo alzare la voce mentre in molti preferiscono un triste silenzio, e fare ciascuno la propria parte per costruire una nuova consapevolezza e mettere in campo risposte efficaci a partire dalle nostre comunità.

Sarà un’assemblea pubblica cittadina insieme a cittadini e alle cittadine, docenti, genitori, studenti e studentesse, comitati, associazioni, movimenti, cooperative, giornaliste e giornalisti, parrocchie e reti sociali impegnati nel contrasto alle disuguaglianze, alla povertà ed alle mafie.

Solo una presa di coscienza dal basso e la costruzione di proposte che mettano insieme la lotta alle disuguaglianze con la lotta contro le mafie e la corruzione sarà possibile sconfiggere la criminalità e il ricatto sui nostri territori. Solo garantendo educazione, istruzione, servizi sociali e diritto alla salute sarà possibile sconfiggere la rete di relazione e convergenze che hanno dato vita alla cosiddetta terra di nessuno, al “mondo di mezzo”, a quella zona grigia che favorisce e rafforza le mafie distruggendo diritti e democrazia. Solo mettendo insieme gli sforzi e costruendo percorso di corresponsabilità, partecipazione, impegno e cooperazione è possibile dare risposte concrete a partire dalle nostre vite, dai nostri territori, dalla nostra città.

Ne discutono: Floriana Bulfon (giprnalista de l’Espresso), Giuseppe De Marzo (Libera), don Nicola Di Ponzio (Vice Parroco San Giustino), Emilia Fragale (Insegnante), Roberto Giordano (CGIL), don Paolo Lojudice (Vescovo ausiliario di Roma-Sud), Alessandro Natalini (Collaboratore del dirigente scolastico), Antonella Mancuso (Insegnante), Annalisa Rossi (Associazione Keccevò), Aboubakar Soumahoro (Coalizione Internazionale Sans Papiers), Salvatore Vecchio (Familiare vittima innocente di Mafia), Anna Vettigli (Legacoopsociali).

Venerdì 23 novembre alle ore 18:00 presso l’Istituto Comprensivo di Via dei Sesami n°20.

Verso la manifestazione cittadina del primo dicembre!

22 Novembre 2018 / by / in ,