i love dignità

SCARICA L’E-BOOK | Reddito di dignità – Uno strumento contro disuguaglianze, mafie e povertà

L’e-book de il Salto e della Rete dei Numeri Pari sul Reddito minimo garantito. Cos’è e come si costruisce uno strumento contro disuguaglianze, mafie e povertà.

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In anteprima su il Salto la postfazione di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele

La solidarietà non basta
In queste pagine dialogano persone e realtà che da anni portano avanti, nei loro territori e nell’ambito delle loro specifiche competenze, attività a servizio dei più deboli e fragili. Viene spontaneo ripensare alla storia del Gruppo Abele, che quest’anno compie 53 anni, passati tutti sulla strada, e sottolineare un aspetto tutt’altro che scontato: i poveri non chiedono mai elemosina, chiedono sempre dignità. E questo va detto con forza, così come occorre ribadire con forza che la solidarietà per troppo tempo ha contribuito a nascondere il vuoto dei diritti, i ritardi e le omissioni delle politiche. Vuoti, ritardi e omissioni da imputare non solo a chi ha remato contro, a chi si è messo d’ostacolo, ma anche a chi – pure nel mondo del terzo settore – si è rifugiato in un prudente silenzio.
Beninteso, non voglio sminuire il valore della solidarietà, che resta il presupposto, il punto di partenza dell’impegno, ma non smetto di augurarmi un futuro in cui ci sia sempre meno solidarietà e sempre più diritti e più giustizia sociale, perché questo è lo scopo dell’impegno e del servizio alle persone.

Una politica che riconosca le persone
Quanto alla politica di chi governa e ci amministra, è necessario ricordare che fare politica significa partire dai bisogni e dalle speranze della comunità: la politica deve muoversi dalle vite concrete delle persone, abbandonando la pretesa di conoscere e decidere da posizioni garantite, distanti, spesso tramite informazioni di seconda mano.
Se la politica è lontana dalla strada, dai poveri, dagli ultimi, è lontana da se stessa e dalla sua ragion d’essere: il servizio al bene comune. Perché politica è responsabilità, e la responsabilità comincia dalla relazione, dall’empatia, dalla capacità di metterci nei panni degli altri.
Anche qui coltivo un sogno, una speranza: che la politica inizi a pensare alle persone in quanto persone e smetta di considerarle come semplici elettori, di cui assicurarsi il consenso. Anche su questo siamo chiamati ad alzare la voce, perché la ricerca del consenso ha creato nel nostro Paese una situazione sconcertante, una deriva di manipolazioni e di falsità. Ed è per questo sogno che dobbiamo lottare, perché la vita privata di sogni perde slancio, sapore, significato.

Civiltà, poi legalità
Due mesi prima della strage di Capaci mi trovavo con Giovanni Falcone a Gorizia per un corso di formazione sulla droga. Lui trattava gli aspetti legislativi, io l’accoglienza dei giovani, l’ascolto delle famiglie, la prevenzione e l’educazione. Ci siamo lasciati dandoci un appuntamento che purtroppo non si è verificato, ma di quell’incontro serbo un ricordo forte: parlando di contrasto alle mafie Falcone usò più volte l’espressione «lotta di legalità e civiltà».
Ebbene, negli ultimi anni abbiamo fatto della legalità un idolo, dimenticando che la legalità non è il fine ma il mezzo: il fine è la giustizia, in particolare la giustizia sociale.
Si è parlato così tanto di legalità, in questi anni, e così tanto a sproposito, che la parola si è svuotata di senso e di vita, perché se non diventa lavoro, casa, reddito, servizi, salute, la legalità resta un’astrazione. Per non parlare di quella legalità che invece della giustizia serve il potere: quante leggi ad personam,.. quante leggi ammorbidite in corso d’opera per non disturbare questo o quel potente…
Falcone parlava di legalità e civiltà e oggi viviamo una crisi di civiltà. Per questo sono convinto che non sconfiggeremo mai le mafie se non affronteremo le questioni sociali, culturali e educative che stanno alla base del loro potere.
Lo dico con il massimo rispetto per l’opera dei magistrati e delle forze di polizia, ma se non si affrontano quei nodi le organizzazioni criminali continueranno a riprodursi, perché è vero che le mafie non sono figlie della povertà e dell’arretratezza, ma di queste si avvalgono e trovano terreno fertile per espandersi e diffondersi.
Ecco perché dobbiamo gridare che la povertà è un reato contro la dignità delle persone: perché le priva della libertà.
Dignità e libertà… Per questo è nata la rete dei Numeri Pari. Strumento per sostenere chi fa fatica, per contrastare le solitudine e i disagi. Ma anche per denunciare i soprusi e costruire insieme un mondo più giusto, dove riconoscerci diversi come persone e uguali come cittadini.

20 giugno 2018 / by / in
Reddito di dignità. Uno strumento contro disuguaglianze, mafie e povertà | Scarica l’e-book

L’e-book de il Salto e della Rete dei Numeri Pari sul Reddito minimo garantito. Cos’è e come si costruisce uno strumento contro disuguaglianze, mafie e povertà.

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In anteprima su il Salto la postfazione di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele

La solidarietà non basta
In queste pagine dialogano persone e realtà che da anni portano avanti, nei loro territori e nell’ambito delle loro specifiche competenze, attività a servizio dei più deboli e fragili. Viene spontaneo ripensare alla storia del Gruppo Abele, che quest’anno compie 53 anni, passati tutti sulla strada, e sottolineare un aspetto tutt’altro che scontato: i poveri non chiedono mai elemosina, chiedono sempre dignità. E questo va detto con forza, così come occorre ribadire con forza che la solidarietà per troppo tempo ha contribuito a nascondere il vuoto dei diritti, i ritardi e le omissioni delle politiche. Vuoti, ritardi e omissioni da imputare non solo a chi ha remato contro, a chi si è messo d’ostacolo, ma anche a chi – pure nel mondo del terzo settore – si è rifugiato in un prudente silenzio.
Beninteso, non voglio sminuire il valore della solidarietà, che resta il presupposto, il punto di partenza dell’impegno, ma non smetto di augurarmi un futuro in cui ci sia sempre meno solidarietà e sempre più diritti e più giustizia sociale, perché questo è lo scopo dell’impegno e del servizio alle persone.

Una politica che riconosca le persone
Quanto alla politica di chi governa e ci amministra, è necessario ricordare che fare politica significa partire dai bisogni e dalle speranze della comunità: la politica deve muoversi dalle vite concrete delle persone, abbandonando la pretesa di conoscere e decidere da posizioni garantite, distanti, spesso tramite informazioni di seconda mano.
Se la politica è lontana dalla strada, dai poveri, dagli ultimi, è lontana da se stessa e dalla sua ragion d’essere: il servizio al bene comune. Perché politica è responsabilità, e la responsabilità comincia dalla relazione, dall’empatia, dalla capacità di metterci nei panni degli altri.
Anche qui coltivo un sogno, una speranza: che la politica inizi a pensare alle persone in quanto persone e smetta di considerarle come semplici elettori, di cui assicurarsi il consenso. Anche su questo siamo chiamati ad alzare la voce, perché la ricerca del consenso ha creato nel nostro Paese una situazione sconcertante, una deriva di manipolazioni e di falsità. Ed è per questo sogno che dobbiamo lottare, perché la vita privata di sogni perde slancio, sapore, significato.

Civiltà, poi legalità
Due mesi prima della strage di Capaci mi trovavo con Giovanni Falcone a Gorizia per un corso di formazione sulla droga. Lui trattava gli aspetti legislativi, io l’accoglienza dei giovani, l’ascolto delle famiglie, la prevenzione e l’educazione. Ci siamo lasciati dandoci un appuntamento che purtroppo non si è verificato, ma di quell’incontro serbo un ricordo forte: parlando di contrasto alle mafie Falcone usò più volte l’espressione «lotta di legalità e civiltà».
Ebbene, negli ultimi anni abbiamo fatto della legalità un idolo, dimenticando che la legalità non è il fine ma il mezzo: il fine è la giustizia, in particolare la giustizia sociale.
Si è parlato così tanto di legalità, in questi anni, e così tanto a sproposito, che la parola si è svuotata di senso e di vita, perché se non diventa lavoro, casa, reddito, servizi, salute, la legalità resta un’astrazione. Per non parlare di quella legalità che invece della giustizia serve il potere: quante leggi ad personam,.. quante leggi ammorbidite in corso d’opera per non disturbare questo o quel potente…
Falcone parlava di legalità e civiltà e oggi viviamo una crisi di civiltà. Per questo sono convinto che non sconfiggeremo mai le mafie se non affronteremo le questioni sociali, culturali e educative che stanno alla base del loro potere.
Lo dico con il massimo rispetto per l’opera dei magistrati e delle forze di polizia, ma se non si affrontano quei nodi le organizzazioni criminali continueranno a riprodursi, perché è vero che le mafie non sono figlie della povertà e dell’arretratezza, ma di queste si avvalgono e trovano terreno fertile per espandersi e diffondersi.
Ecco perché dobbiamo gridare che la povertà è un reato contro la dignità delle persone: perché le priva della libertà.
Dignità e libertà… Per questo è nata la rete dei Numeri Pari. Strumento per sostenere chi fa fatica, per contrastare le solitudine e i disagi. Ma anche per denunciare i soprusi e costruire insieme un mondo più giusto, dove riconoscerci diversi come persone e uguali come cittadini.

 

12 giugno 2018 / by / in
I LOVE DIGNITA’ / Comunicato stampa

I Love Dignità. Giuristi, ricercatori e realtà sociali alla due giorni romana per il diritto al reddito minimo garantito  

Mercoledì 14 febbraio dalle 10°° alle 16°° l’incontro di formazione alla Casa internazionale delle donne. Giovedì 15 febbraio alle 11°° la conferenza stampa alla Federazione Nazionale della Stampa.

Roma, 7 febbraio 2018 – Dopo dieci anni di crisi è urgente una misura reale in grado di restituire dignità, libertà e autonomia a milioni di persone residenti in Italia in povertà e a rischio esclusione sociale (18 milioni di persone). Una misura che non trasformi la povertà in un business elettorale o nel governo dei poveri, ma garantisca diritti, sicurezza sociale, un sistema produttivo all’altezza della sfida posta dalla crisi e un più efficace contrasto alle mafie.

Gaetano Azzariti, Giuseppe Bronzini, Martina Carpani, Don Luigi Ciotti, Leopoldo Grosso, Tomaso Montanari, Roberto Pizzuti. Questi alcuni dei nomi che interverranno a “I love dignità”, l’incontro di formazione sul reddito minimo garantito promosso dalla rete dei Numeri Pari a cui seguirà, giovedì 15, unaconferenza stampa presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

“Sono due appuntamenti importanti per fare chiarezza e restituire all’opinione pubblica, ai media e alla politica una proposta concreta costruita da centinaia di reti sociali dopo anni di studi e comparazioni con regimi di reddito minimo garantito già attivi in tutti paesi dell’UE ad esclusione di Italia e  Romania”, spiega De Marzo, coordinatore della rete dei Numeri Pari.

Mercoledì 14 febbraio dalle 10 alle 16 l’incontro di formazione alla Casa internazionale delle donne (Roma, via della Lungara 19).

Giovedì 15 febbraio alle 11 la conferenza stampa alla Federazione Nazionale della Stampa (Roma, Corso Vittorio Emanuele II, 349).

Qui il programma completo dell’incontro di formazione. Qui il form per iscriversi

Intervengono. Francesca Koch, Casa Int.le delle donne – Giuseppe De Marzo, Libera/Numeri Pari – Giuseppe Bronzini, magistrato – Gaetano Azzariti, costituzionalista – Felice Roberto Pizzuti, professore – Sandro Gobetti, Basic Income Network (BIN Italia) – Salvatore Esposito, Consorzio Mediterraneo Sociale – Leopoldo Grosso, Gruppo Abele – Francesca Fornario, giornalista Radio Rai – Giuseppe Allegri, ricercatore e docente – Matteo Giardiello, Ex OPG – Je so pazzo – Paolo Di Vetta, movimenti per il diritto all’abitare – Franco Monnicchi, presidente Emmaus Italia – Viviana Ruggeri, Federazione del Sociale USB – Arianna Petrosino, Rete della Conoscenza.

 

Qui il programma della conferenza stampa

Intervengono. Giuseppe De Marzo, Libera/Numeri Pari – Giuseppe Bronzini, magistrato – Gaetano Azzariti, costituzionalista – Martina Carpani, Rete della Conoscenza, Don Luigi Ciotti, Libera/Gruppo Abele. Saranno presenti in sala anche i rappresentanti delle reti sociali, dei sindacati e dei movimenti per il diritto all’abitare.

 

Per maggiori informazioni 

Mail/retenumeripari@gmail.com

Fb/retedeinumeripari

Ufficio stampa/3395005340

7 febbraio 2018 / by / in , ,
Reddito minimo garantito – Incontro di formazione e Conferenza stampa

Un incontro di formazione (14 febbraio) e una conferenza stampa (15 febbraio) per capire cos’è e come si costruisce uno strumento concreto contro disuguaglianze, mafie e povertà con giuristi, ricercatori e movimenti che da anni studiano il reddito minimo.

14 febbraio/incontro di formazione [ore 10-16 Casa int.le delle Donne – Roma]

Francesca Koch, Casa Int.le delle donne; Giuseppe De Marzo, Libera/Numeri Pari; Giuseppe Bronzini, magistrato; Gaetano Azzariti, costituzionalista; Felice Roberto Pizzuti, economista; Sandro Gobetti, Basic Income Network (BIN Italia); Salvatore Esposito, Consorzio Mediterraneo Sociale; Leopoldo Grosso, Gruppo Abele; Francesca Fornario, Radio Rai; Giuseppe Allegri, BIN Italia; Matteo Giardiello, Ex OPG – Je so pazzo; Paolo Di Vetta, movimenti per il diritto all’abitare; Franco Monnicchi, presidente Emmaus Italia; Viviana Ruggeri, Federazione del Sociale USB; Arianna Petrosino, Rete della Conoscenza.

Scarica qui il programma completo della formazione

Qui il form per iscriversi all’incontro di formazione

15 febbraio/conferenza stampa [ore 11 Federaziona Nazionale della Stampa – Roma]

Giuseppe De Marzo, Libera/Numeri Pari; Giuseppe Bronzini, magistrato; Gaetano Azzariti, costituzionalista; Tomaso Montanari, storico dell’arte; don Luigi Ciotti, Libera/Gruppo Abele; Martina Carpani, Rete della Conoscenza.

Scarica qui il programma completo della conferenza stampa

Scarica qui locandina e banner dell’evento

Locandina-A3

26 gennaio 2018 / by / in ,
I love dignità – Programma Formazione

Il programma della formazione a colori e in b/n

La lista degli interventi e, di seguito, le locandine complete

Francesca Koch, presidente Casa Internazionale delle donne

Giuseppe De Marzo, resp. Politiche Sociali Libera, coordinatore rete Numeri Pari

Giuseppe Bronzini, magistrato di Cassazione, Basic Income Network (BIN Italia)

Gaetano Azzariti, costituzionalista, presidente Salviamo la Costituzione

Felice Roberto Pizzuti, professore, Dipartimento di Economia e Diritto La Sapienza

Sandro Gobetti, Basic Income Network (BIN Italia)

Salvatore Esposito, presidente Consorzio Mediterraneo Sociale

Leopoldo Grosso, vicepresidente Gruppo Abele

Francesca Fornario, giornalista Radio Rai

Giuseppe Allegri, ricercatore e docente – Basic Income Network (BIN Italia)

Matteo Giardiello, Ex OPG – Je so pazzo

Paolo Di Vetta, movimenti per il diritto all’abitare

Franco Monnicchi, presidente Emmaus Italia

Viviana Ruggeri, Federazione del Sociale USB

Arianna Petrosino, Rete della Conoscenza

 

Programma_COLORI

Programma_BN

1 gennaio 2018 / by / in ,