Sei 1 di noi

Sabato 1° dicembre anche le realtà romane della Rete dei Numeri in corteo

Sabato 1 dicembre anche le realtà romane della Rete dei Numeri Pari sono scese in piazza, insieme a migliaia di persone, per la manifestazione “Roma non sta a guardare” promossa dall’appello Sei una di noi. Sei uno di noi, contro disuguaglianze, mafie e razzismo per una città accogliente e solidale per tutte e tutti. Di seguito alcuni articoli e foto del corteo e della piazza:

3 Dicembre 2018 / by / in ,
Sei 1 di noi | 1° dicembre manifestazione cittadina a Roma

Sei un fioraio egiziano che si spacca la schiena per portare a casa 600 euro al mese e, un giorno qualunque, vieni aggredito solo per il colore della tua pelle?

Sei uno di noi.

Sei una madre costretta a occupare un bene pubblico dismesso perché sei in attesa da anni di una casa popolare?

Sei una di noi.

Sei un giovane ragazzo obbligato a pedalare per tutta Roma, ricevendo una paga di 4 euro a consegna senza alcuna tutela?

Sei uno di noi.

Sei socia di cooperativa che, dopo lo scandalo di Mafia Capitale, si sente additata come criminale anche se si fa in quattro dalla mattina alla sera a fianco dei più deboli?

Sei una di noi.

Sei un laureato costretto al lavoro gratuito e la tua unica prospettiva è l’emigrazione?

Sei uno di noi

Sei una donna che non può permettersi un figlio e che rotola tra dieci lavoretti?

Sei una di noi

Sei un abitante di questa città costretto ad aspettare un anno per un’ecografia in un ospedale pubblico?

Sei uno di noi.

Sei una rifugiata che ha affrontato l’inferno libico e, dopo aver subito la mala-accoglienza, è stata sgomberata dall’ abitazione in cui aveva creato esperienze di autogestione e mutualismo con la propria comunità?

Sei una di noi.

Sei una persona che ne ama un’altra dello stesso sesso e hai sempre più paura a camminare per strada mano nella mano?

Sei una di noi.

Sei nato o cresciuto in Italia ma non hai la cittadinanza per la mancata riforma della legge?

Sei uno di noi.

Sei una maestra che prova a creare esperienze di convivenza e solidarietà in una delle tante scuole meticce della metropoli romana?

Sei una di noi.

Sei un commerciante romano che resiste alla violenza delle Mafie, che vorrebbero costringerti a pagare il pizzo?

Sei uno di noi.

Sei costretta alla falsa partita IVA, al lavoro a somministrazione, alla precarietà permanente?

Sei uno di noi

Sei la mamma di una bambina rom che, mentre passeggiava, ha visto la propria piccola colpita alla schiena da una pistola ad aria compressa?

Sei una di noi.

NOI SIAMO QUESTI
Quelli che tentano di sopravvivere in una città piena di disuguaglianze e miseria.

Quelli che resistono, facendo le capriole per far quadrare i conti.

Non cadiamo nella trappola di considerare causa dei nostri mali chi sta peggio di noi o chi è nato altrove, perché sappiamo di essere dalla stessa parte.

NOI NON SIAMO
Gli imprenditori dell’odio e del rancore che soffiano sul razzismo e rievocano il fascismo.

I grandi costruttori e le Mafie che saccheggiano le nostre città.

Le multinazionali e la finanza che sfruttano il nostro lavoro e speculano sui nostri soldi.

Quelli che, raggiunti i luoghi di governo, distruggono i servizi pubblici e dimenticano i beni comuni.

I grandi potentati economici che arricchiscono i ricchi e impoveriscono i poveri.

Chi usa il potere, l’odio e il rancore per nascondere e non risolvere i nostri problemi sociali ed economici, non ci inganna.

COSA VOGLIAMO? DIGNITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE
Eguaglianza, solidarietà, pari opportunità, partecipazione e accoglienza sono i principi in cui crediamo e che rivendichiamo.

La sicurezza che cerchiamo è innanzitutto quella economica e sociale: lavoro, reddito e casa dignitosi. Una scuola e una sanità pubbliche, universali e efficienti. Verde e spazi sociali per i nostri bambini.

Una città libera dalle Mafie e dai grandi poteri finanziari ed economici.

Una società libera da ogni tipo di discriminazione e di razzismo, secondo i principi conquistati dalla Resistenza, sanciti dalla Costituzione e smarriti dalla Repubblica.

Per questo chiediamo a tutti e tutte di prendere parola, di uscire dalle case e dai luoghi di lavoro; di incontrarci per conoscerci e riconoscerci sabato 1 dicembre in un corteo che partirà da Piazza della Repubblica alle ore 14:00

https://sei1dinoi.org/

30 Novembre 2018 / by / in , ,
“Sei 1 di noi” 30/11 incontro pubblico su Servizi e sicurezza sociale

Che cos’è e chi riguarda la sicurezza sociale? Quali scelte politiche richiede, per essere garantita? Chi può contribuire a rafforzarla?
Queste alcune delle domande che ci poniamo e su cui vogliamo confrontarci in questa assemblea cittadina.

Definire una spesa per i servizi sociali, adeguata al livello di disagio che oggi esprimono tutti i territori della città, significa ripensare alle priorità. Il crescente approccio assistenzialista delle politiche messe in campo e i pesanti tagli previsti per i servizi alla persona, a partire da quelli per l’integrazione, delineano uno scenario futuro più che preoccupante.

Alto sarà il prezzo che la società pagherà in termini di rischi per la sicurezza, se non si sostengono adeguatamente fragilità sociali e non si investe su azioni di prevenzione. Assistiamo sempre più ad un rilevante passo indietro sulle tante buone pratiche che, in questi
anni, le Organizzazioni del sociale hanno messo in piedi. I grandi cambiamenti sulla spesa sociale devono avvenire a livello nazionale ma, già oggi, è necessario mobilitarsi per far crescere la partecipazione sul territorio cittadino e sollecitare i necessari ed urgenti cambiamenti, che da subito si possono attivare.

Le Organizzazioni del sociale sono certe di di poter dare quel contributo essenziale, per declinare il termine sicurezza con adeguate azioni ed interventi nei servizi sociali.

Ne parleranno con:
FRANCESCA DANESE Forum del Terzo Settore
MARIO GERMAN DE LUCA CESV
GIUSEPPE DE MARZO Libera
DON NICOLA DI PONZIO Vice parroco s. Giustino
MASSIMO MARTORANA Il Trattore cooperativa sociale
CONCETTA RICCO Cospexa cooperativa sociale
MAURIZIO SIMMINI Iskra cooperativa sociale
CLAUDIO TOSI Cemea
ANNA VETTIGLI Legacoopsociali Lazio

Verso la manifestazione del 1 dicembre: https://www.facebook.com/events/292793531443977/

Evento fb assemblea 30 novembre: https://www.facebook.com/events/331434274335326/

30 Novembre 2018 / by / in , ,
“Sei 1 di noi” 23/11 incontro pubblico su Mafie, corruzione, zona grigia – Così rispondono le periferie!

Liberiamo Roma dalle mafie, dalla corruzione e dalla zona grigia. Basta far finta di niente. Non possiamo più sopportare quanto sta avvenendo in città. C’è troppo silenzio e troppa sottovalutazione del problema della crescita delle mafie, della corruzione e della cosiddetta zona grigia nella nostra città. Si fa finta di non vedere perché conviene a molti ignorare. Ma la verità è diversa. Le mafie sono un cancro per tutti, divorano diritti e giustizia, distruggono democrazia e territori, devastano coscienze e società. Dobbiamo alzare la voce mentre in molti preferiscono un triste silenzio, e fare ciascuno la propria parte per costruire una nuova consapevolezza e mettere in campo risposte efficaci a partire dalle nostre comunità.

Sarà un’assemblea pubblica cittadina insieme a cittadini e alle cittadine, docenti, genitori, studenti e studentesse, comitati, associazioni, movimenti, cooperative, giornaliste e giornalisti, parrocchie e reti sociali impegnati nel contrasto alle disuguaglianze, alla povertà ed alle mafie.

Solo una presa di coscienza dal basso e la costruzione di proposte che mettano insieme la lotta alle disuguaglianze con la lotta contro le mafie e la corruzione sarà possibile sconfiggere la criminalità e il ricatto sui nostri territori. Solo garantendo educazione, istruzione, servizi sociali e diritto alla salute sarà possibile sconfiggere la rete di relazione e convergenze che hanno dato vita alla cosiddetta terra di nessuno, al “mondo di mezzo”, a quella zona grigia che favorisce e rafforza le mafie distruggendo diritti e democrazia. Solo mettendo insieme gli sforzi e costruendo percorso di corresponsabilità, partecipazione, impegno e cooperazione è possibile dare risposte concrete a partire dalle nostre vite, dai nostri territori, dalla nostra città.

Ne discutono: Floriana Bulfon (giprnalista de l’Espresso), Giuseppe De Marzo (Libera), don Nicola Di Ponzio (Vice Parroco San Giustino), Emilia Fragale (Insegnante), Roberto Giordano (CGIL), don Paolo Lojudice (Vescovo ausiliario di Roma-Sud), Alessandro Natalini (Collaboratore del dirigente scolastico), Antonella Mancuso (Insegnante), Annalisa Rossi (Associazione Keccevò), Aboubakar Soumahoro (Coalizione Internazionale Sans Papiers), Salvatore Vecchio (Familiare vittima innocente di Mafia), Anna Vettigli (Legacoopsociali).

Venerdì 23 novembre alle ore 18:00 presso l’Istituto Comprensivo di Via dei Sesami n°20.

Verso la manifestazione cittadina del primo dicembre!

22 Novembre 2018 / by / in ,
16/11 “Sei 1 di Noi”: Il dovere di accogliere. Incontro pubblico

Cosa vuol dire “accogliere”?

 

È vero che tagliare i costi, ridurre i servizi, concentrare le persone in grandi centri rappresenta un risparmio per la collettività?

 

Se ragioniamo solo in termini di spesa pubblica, senza indagare nel profondo i significati e le ripercussioni che questa ha in termini di obiettivi e risultati, rischiamo di ignorare la complessità della questione. In un momento in cui, stiamo assistendo alla discussione parlamentare di un decreto che mette insieme immigrazione e sicurezza, trattando la prima come un ostacolo alla realizzazione della seconda, abbiamo il dovere di affermare e ribadire che la realtà sta da tutt’altra parte.

 

Privare i richiedenti asilo, che spesso arrivano qui con un bagaglio di esperienze traumatiche, della possibilità di imparare la lingua, inserirsi nel mondo del lavoro, svolgere attività e iniziative che li mettano in contatto con il nuovo contesto in cui si trovano, non è solo miope ma è anche totalmente in contrasto con quella promessa di sicurezza che ha ormai fatto dello “straniero” il capro espiatorio e il nemico da combattere.

 

Sappiamo bene quanto la sicurezza, quella vera, si fa garantendo i diritti e non eliminandoli, e ora più che mai è necessario mettere in campo le idee, i racconti, le esperienze e le professionalità di chi in questi anni ha lavorato, tra enormi difficoltà, sapendo bene quale dovesse essere l’obiettivo: permettere alle persone che scappano dai loro paesi di avere gli strumenti per affrontare una nuova vita e riempire di senso, significato e opportunità il doloroso percorso migratorio di ognuno di loro.

 

Non dobbiamo sottrarci a un’analisi di quanto non ha funzionato, di quanto sarebbe potuto essere fatto meglio e di quanto sarà complicato fare in futuro. Ma pensiamo sia fondamentale in questo momento dare voce agli operatori che rischiano di perdere il lavoro e che spesso vengono trattati come criminali, alle donne e agli uomini che sono fuggiti dai loro paesi e che qui in Italia hanno trovato riparo, accoglienza e la possibilità di avere ancora fiducia nel futuro, a tutte quelle esperienze che partendo dal basso hanno colmato vuoti e ridato dignità, spinti da una profonda convinzione: accogliere è giusto e la solidarietà nei confronti di altri esseri umani non può essere un reato.

 

Mai.

 

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16 Novembre 2018 / by / in ,
Decreto sicurezza vs diritto all’abitare: 8/11 incontro nell’occupazione di Caravaggio

Il decreto legge 4 ottobre 2018, n.113, ribattezzato “decreto sicurezza”, contiene provvedimenti in materie molto diverse tra loro. Le novità in materia di diritto d’asilo e di protezione umanitaria, la riforma dei trattenimenti e del sistema di accoglienza, le restrizioni sulla cittadinanza, le misure antiterrorismo e di prevenzione, la gestione dei beni confiscati sono stati inseriti in un solo contenitore da un governo che afferma la legittimità di questo strumento molto aggressivo come mezzo necessario del “cambiamento”.

È chiaro che in questo modo non solo si lede solo il principio di eguaglianza, ma si alimenta ancora di più una latente guerra tra poveri. La garanzia dei diritti per tutti conquistati con le lotte di milioni di persone negli anni scompare, mentre si prova  a disinnescare ogni ipotesi di conflitto attraverso provvedimenti che colpiscono pratiche di azione diretta quali il blocco stradale, il picchetto e l’occupazione di uffici pubblici.

Il sospetto che si abbatte sui poveri, e sui migranti in particolare, non si articola solo sulla linea del colore della pelle ma produce un trattamento differenziale anche all’interno del disagio sociale, promettendo briciole di cittadinanza da una parte e implementando norme di controllo dall’altra. Un concetto di sicurezza sociale basato sulla restrizione delle libertà piuttosto che sull’allargamento dell’accesso ai diritti primari come la casa e un reddito dignitoso, la salute e l’istruzione.

Le occupazioni abitative sono luoghi paradigmatici da questo punto di vista, sia per la loro composizione meticcia, sia per le istanze che rappresentano attraverso forme di lotta sanzionate nel tempo in maniera sempre più aggressiva: l’articolo 5 nel 2014, le misure di sorveglianza speciale nei confronti degli attivisti, il decreto Minniti con il suo articolo 11 nel 2017, la circolare Salvini del 1 settembre e ora il decreto sicurezza in via di conversione in legge. Se a questo aggiungiamo le sentenze di tribunale che condannano il ministero dell’interno al risarcimento delle proprietà private per il mancato sgombero degli edifici occupati, compreso quello di viale del Caravaggio, risulta chiaro il livello di attacco contro un movimento che attraverso le pratiche di riappropriazione ha inteso affermare un diritto negato quale la casa, e in maniera indiretta anche quello al reddito.

L’idea del governo che sia necessaria una sorta di regolamento dei conti viene fuori anche dalla narrazione che si è fatta intorno allo stupro e all’omicidio di Desirée a San Lorenzo, sciacallando sulla terribile violenza subita da una ragazza di 16 anni. Accomunando in maniera squallida e strumentale un luogo degradato e abbandonato ai palazzi occupati, il ministro Salvini e molte testate giornalistiche e radio-televisive hanno di fatto voluto indicare il prossimo obiettivo da colpire.

Giovedì 8 novembre ci incontreremo nell’occupazione di via del Caravaggio per discutere insieme del decreto sicurezza e dell’attacco al diritto all’abitare. Sono invitati a partecipare: Italo Di Sabato (Osservatorio Repressione), gli avvocati Francesco Romeo, Simonetta Crisci e Rosario Cunsolo, il presidente del Municipio 8 Amedeo Ciaccheri.

#legittimadifesa #nodecretosicurezza #10novembre #indivisibili #1dicembre #1dINOI

Movimento per il diritto all’abitare

http://www.abitarenellacrisi.org/wordpress/2018/10/31/decreto-sicurezza-vs-diritto-allabitare-811-incontro-nelloccupazione-di-caravaggio/

8 Novembre 2018 / by / in
“Sei 1 di noi” verso la manifestazione del 1° dicembre: le realtà romane della Rete dei Numeri Pari sostengono e promuovono il percorso

Le realtà romane della Rete dei Numeri Pari sostengono e promuovono il percorso lanciato dall’appello “Sei una di noi – Sei uno di noi” che, dopo l’assemblea pubblica del 13 ottobre, porterà a una mobilitazione cittadina il 1° dicembre p.v. Di seguito il comunicato.

 


Una di Noi, Uno di Noi
Verso la manifestazione del 1° dicembre

Studenti e studentesse, operatori ed operatrici sociali, lavoratori e lavoratrici precari, attivisti ed attiviste dei diritti: questi e molti altri abitanti della Capitale hanno deciso di sottoscrivere l’appello Una di Noi, Uno di noi.

Una di Noi, Uno di noi, non è solo uno slogan.  È un percorso collettivo che unisce le donne e gli uomini che non si rassegnano alle diseguaglianze, alla precarietà, allo strapotere degli interessi economici e mafiosi, al sessismo, al tentativo di resuscitare il fascismo e le forme più violente di razzismo.

Un percorso collettivo che mette al centro le difficoltà che incontriamo ogni giorno in una città diventata sempre più escludente e ricerca soluzioni e proposte creando continui momenti di confronto, riappropriandosi delle piazze, dimostrando che una nuova convivenza nei nostri quartieri è possibile e necessaria.

Per questo il 13 ottobre ci siamo ritrovati in una prima assemblea cittadina, che ha dato voce a tante e tanti, in una discussione collettiva sulle molteplici forme di diseguaglianza che attraversano la nostra città e alle molte esperienze di partecipazione, di solidarietà sociale, di mutualismo e di lotta contro il razzismo. Gli eventi delle ultime settimane ci consegnano un quadro nazionale e cittadino drammatico, che richiede una riflessione attenta ed un impellente bisogno di mobilitarsi. L’approvazione, da parte del Governo, del nuovo decreto legge su immigrazione e sicurezza renderà più difficile garantire i diritti dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo; ostacolerà la lotta contro le mafie ma anche l’esercizio dei diritti democratici di tutti noi.

Proprio l’entrata in vigore del d.l. 113/2018 ha indotto diverse realtà sociali italiane a convocare una manifestazione nazionale a Roma il 10 novembre per chiedere di non convertire in legge una normativa così ingiusta e manifestare contro il rigurgito del fascismo e del razzismo. Obiettivi che non possiamo che condividere.

Per questo abbiamo deciso di rinviare la manifestazione del 10 novembre all’1 dicembre. Ma in queste settimane anche Roma è stata di nuovo ferita. È stata ferita dalla violenza dell’ennesimo stupro e femminicidio a danno di una ragazza di 16 anni. È stata ferita dall’ennesimo sciacallaggio sul corpo di una donna, “utilizzando” questa tragedia per fomentare l’odio razziale, per invocare rastrellamenti per le strade e sgomberi di quelli spazi occupati che, in realtà, hanno sottratto interi pezzi di questa metropoli alla speculazione ed all’abbandono.

Come Una di Noi, Uno di Noi, non possiamo che attraversare la nostra città e metterci in ascolto, per costruire relazioni, conoscenza, partecipazione e ribellione. Per questo discuteremo insieme nelle prossime settimane in quattro assemblee tematiche cittadine di diritto all’abitare, accoglienza, servizi sociali e lotta contro le mafie. Costruiremo così, insieme, la partecipazione alla manifestazione dell’1 dicembre.

 

Contro le diseguaglianze economiche e sociali.
Per un lavoro, un reddito e una casa dignitosi.
Per una scuola e una sanità pubbliche, universali e efficienti.
Per la nostra sicurezza economica e sociale.
Per aree verdi e spazi sociali per i nostri bambini.
Per una città libera dalle Mafie e dai grandi poteri finanziari ed economici.
Per una società libera da ogni tipo di discriminazione, di sessismo e di razzismo.

 

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31 Ottobre 2018 / by / in ,