Diritti in comune LA PROPOSTA

DIRITTI IN COMUNE

Una campagna rivolta alle amministrazioni locali per chiedere di sostenere, promuovere 
e accompagnare le attività delle associazioni della Rete dei Numeri Pari
che operano sul loro territorio.

Negli ultimi 11 anni di crisi le politiche messe in campo hanno fatto aumentare le disuguaglianze e le povertà. Con la legge costituzionale n. 1 del 2012 è stato introdotto in Costituzione il principio del pareggio di bilancio. Per i Comuni questo si è tradotto, da un lato, in un numero maggiore di cittadini e cittadine in condizioni di povertà ed esclusione sociale al quale garantire diritti e servizi e, dall’altro, in 19 miliardi di trasferimenti in meno da parte del Governo. In questo modo, Il contrasto alle povertà e alle disuguaglianze è stato subordinato al rispetto delle regole che impongono l’equilibrio dei conti pubblici, rendendo le amministrazioni locali incapaci di difendere i diritti di milioni di persone.

In questo momento i sindaci rappresentano l’anello più fragile della democrazia e non hanno molti strumenti a disposizione ma possono seguire alcuni nostri suggerimenti che, a costo zero, possono migliorare la qualità della vita delle persone che vivono in condizioni di difficoltà nei loro territori.

 

Dare risposte concrete al peggioramento delle condizioni materiali di milioni di persone rafforzando gli investimenti pubblici dei Comuni sul settore dei servizi sociali, del diritto all’abitare e sul contrasto alle mafie.

 

  1.  Aumentare il budget di investimento sul sociale, incrementare nel bilancio la spesa sociale pro-capite a favore di ogni cittadino;
  2. Sospendere l’esecutività degli sfratti per “morosità incolpevole” e negoziare soluzioni abitative alternative in modo da evitare la dispersione della famiglia e l’ampliamento delle fasce di popolazione dei senza dimora;
  3. Rendere esigibile il diritto a una residenza per le persone senza dimora, quantomeno nominale o “fittizia”, senza il quale non si può accedere alle prestazioni sanitarie e sociali;
  4. Mettere a disposizione il patrimonio immobiliare sfitto per finalità sociali, individuando le mediazioni sociali necessarie, senza ledere i diritti, in particolare dei piccoli proprietari, ma evitando l’inutilizzo di risorse facendo incontrare l’esigenza di un’abitazione per scopi abitativi, sociali o lavorativi con l’esigenza della rendita proprietaria;
  5. Approvare un regolamento per la gestione dei beni confiscati e sequestrati alle mafie e alla criminalità organizzata per utilizzarli a fini sociali;
  6. Favorire tutte le forme di economia civile e sociale allo scopo di difendere, valorizzare e potenziare i beni comuni di cui dispone o di cui sente la necessità.
  • Condividere i materiali prodotti dalla Rete tra i tuoi contatti;
  • Organizzare dei momenti di formazione;
  • Promuovere iniziative nella tua città su questo tema;
  • Approva delle delibere