Giornata Internazionale per la Giustizia Sociale: Rete dei Numeri Pari e Oxfam Italia rilanciano le proposte dell’Agenda Sociale e condividono il loro punto di vista sulla fase in cui siamo dalla Sala Caduti di Nassirya in Senato

20 febbraio 2026 – Circa 4 anni fa più di 700 realtà sociali impegnate nel Paese contro disuguaglianze e mafie, per rispondere all’aumento senza precedenti nella storia della Repubblica di povertà ed esclusione sociale, hanno elaborato proposte concrete, partendo dalle loro competenze e dalla loro condizione materiale. Le proposte costruite attraverso centinaia di assemblee, incontri e attività sui territori hanno dato vita a quella che è stata chiamata “Agenda Sociale”. Il 22 aprile 2023 la Rete dei Numeri Pari ha invitato al confronto tutte le forze politiche indicando attraverso l’Agenda Sociale soluzioni concrete per rispondere ai bisogni e alle aspettative della maggioranza della popolazione impoverita dalle politiche di austerità, dai tagli al sociale, da politiche economiche, industriali e ambientali che evidentemente hanno finito per favorire solo i più ricchi mentre hanno sprofondato nella miseria milioni di persone. In quell’occasione Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Rifondazione Comunista hanno sottoscritto le proposte dell’Agenda Sociale.

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale per la Giustizia Sociale, la Rete dei Numeri Pari e Oxfam Italia hanno voluto organizzare una conferenza presso la sala Caduti di Nassirya in Senato per rilanciare le proposte dell’Agenda Sociale e condividere il loro punto di vista sulla fase in cui siamo.

“Il ruolo dell’Agenda Sociale è quello di rimettere al centro le priorità del Paese e ristabilire una connessione tra la politica e il sociale che in questi anni si è persa – afferma Elena Mazzoni, coordinatrice nazionale della Rete dei Numeri Pari. Noi mettiamo a disposizione le nostre competenze ed esperienze maturate nei territori, a contatto con le comunità più impoverite, più marginalizzate dando risposte concrete con le attività di mutualismo e le proposte politiche, ma poi è la politica che le deve far camminare all’interno delle istituzioni. Oggi questo è ancora più urgente, in un contesto di restrizione degli spazi democratici e di crescente astensionismo. Milioni di persone non votano più, ma partecipano alla vita sociale dal basso, costruendo legami di comunità a partire dalle ingiustizie che vivono. Chiediamo alla politica di tornare nei territori, di farsi carico dei bisogni e di rappresentarli con credibilità. Da marzo con l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione per debito eccessivo si aprono margini di investimento: chiediamo che le risorse disponibili siano destinate al contrasto della povertà, al rafforzamento del lavoro sicuro e dignitoso, alla riconversione ecologica delle attività produttive e della filiera energetica e non alle spese militari».

«A distanza di un anno da un analogo appuntamento alla Camera – sostiene Mikhail Maslennikov, Policy Advisor per la Giustizia economica di Oxfam Italia – torniamo a ribadire proposte che da tempo ricevono scarsa attenzione dal Governo. Non affrontare con decisione le disuguaglianze significa accettare che una parte della società resti esclusa dal diritto a un’esistenza dignitosa e dalla possibilità di sviluppare pienamente le proprie capacità. Le disparità corrodono il tessuto morale della società, lacerano il patto civico, il senso di appartenenza, la capacità di riconoscersi parte di un destino comune. Se si adotta una prospettiva collettiva e si attenziona la dimensione territoriale delle disuguaglianze, il fallimento del sistema democratico passa per i cosiddetti “luoghi che non contano”. Spazi privi di potere e prospettive, dove il disagio individuale diventa esclusione collettiva e terreno fertile per narrazioni populiste o estremiste che promettono cambiamenti radicali ma alimentano divisioni, paure e contrapposizioni tra persone già escluse. Lascia adito a personalizzazione e verticalizzazione del potere e a preoccupanti torsioni illiberali che portano all’erosione di istituzioni democratiche, allo sfaldamento del sistema di bilanciamento dei poteri, alla compressione della libertà di espressione e manifestazione, alla criminalizzazione del dissenso e all’ipertrofia repressiva, accompagnate dall’incattivimento del linguaggio pubblico e da raffigurazioni mediatiche che giustificano e rendono senso comune la riduzione dei diritti. L’Agenda Sociale propone misure concrete per affrontare in modo strutturale la crisi sociale e ambientale del Paese: su queste chiediamo un confronto aperto e senza pregiudizi con le forze politiche».

«Le disuguaglianze sociali sono il male che divora la nostra società e sono la conseguenza delle disuguaglianze ambientali ed ecologiche – afferma Giuseppe De Marzo, direttore scientifico di Gea, Scuola per la Giustizia Ecologica e Ambientale. Lo diciamo da 13 anni e non abbiamo avuto risposte sufficienti dai governi che si sono susseguiti in questi anni. I dati mostrano un peggioramento significativo: l’Overshoot Day in Italia è passato dal 28 luglio nel 2022 al 6 maggio nel 2025; il nostro Paese registra livelli elevati di degrado ambientale e un forte impatto economico e sociale dei cambiamenti climatici. Le stime ufficiali indicano che entro il 2030 i costi annuali potrebbero raggiungere i 50–70 miliardi di euro, mentre il 90% dei terreni è a rischio dissesto idrogeologico. Dal 2023 disponiamo del PINACC, che ci ha consentito di ragionare su come affrontare la crisi ecologica di sistema. I cambiamenti climatici non possiamo fermarli, possiamo solo adattarci e mitigarne gli effetti. Per farlo bisogna investire. Delle 361 proposte presentate nessuna ha ancora ricevuto finanziamenti. Le persone muoiono, le economie locali sono distrutte, la nostra sicurezza continua a essere minata. è una vergogna! La corte internazionale di giustizia a luglio 2025 ha detto che per salvarci come specie dobbiamo ridurre le emissioni di co2; che è prioritario affrontare le disuguaglianze sociali e ambientali, aumentare le tasse sui patrimoni dei super ricchi, tassare i profitti delle 585 società petrolifere di gas e carbone, vietare beni di lusso perché l’uguaglianza, la sostenibilità e la libertà sono questioni collegate, come del resto l’ecologia e la pace. I super ricchi stanno trascinando il mondo nel disastro. Chiediamo alle forze politiche di finanziare pienamente il PINACC, approvare una legge sul suolo e accelerare la transizione fuori dall’era dei combustibili fossili, anche sostenendo il trattato di non proliferazione dei combustibili fossili e partecipando alla conferenza internazionale organizzata su questo dal governo colombiano e olandese a Santa Marta».

«Abbiamo bisogno di mettere in campo azioni comuni e nella vostra Agenda Sociale ci sono i punti su cui l’opposizione lavora insieme – dichiara Arturo Scotto, Deputato del Partito Democratico. Abbiamo davanti la sfida delle disuguaglianze e della necessità di mettere a tema la costruzione di una forma universale di reddito; delle politiche industriali sostenibili che abbiano al centro la riconversione ecologica e non tornare indietro come sta facendo anche la Commissione Europea. La grande questione delle ingiustizie ambientali ed ecologiche è anche la questione della pace, del disarmo e del nuovo ordine mondiale. Se guardiamo le guerre che attraversano il mondo sono prevalentemente guerre sulle risorse e soprattutto per l’acqua. Ecologia significa pace. Fossile significa guerra e autoritarismo. Su questo siamo disponibili a lavorare insieme e vi ringraziamo».

«La situazione che ci avete raccontato non è una situazione di equità economica e sociale – sostiene la Deputata Valentina Barzotti del Movimento 5 Stelle. Noi siamo disponibili ad accogliere e a confrontarci sulle vostre proposte per lavorare su politiche che invertano il trend di ingiustizia e colpevolizzazione delle povertà. Il report di Oxfam ci racconta un Paese che la Meloni vuole nascondere e preferisce raccontare menzogne. Questa non è una questione tecnica ma politica. Quali priorità si sceglie di avere? 800 miliardi in armi scelgono di darli. 200 miliardi di economia sommersa scelgono di ignorarli. Si deve andare a prendere i soldi dove ci sono e spostarli nelle voci di bilancio prioritarie. Manca una misura universalistica contro la povertà. Dopo aver colpevolizzato le persone impoverite, il governo ha introdotto una distinzione tra poveri “meritevoli” e non, finendo per penalizzare proprio chi è più escluso. Intanto il lavoro diventa sempre più precario, povero e insicuro. È una linea politica che favorisce chi è già forte, chi non ha bisogno e chi appartiene a reti di interesse consolidate».

«Tutto si tiene: c’è un legame tra ciò che accade nel nostro Paese e quanto avviene a Gaza – afferma la Senatrice Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle. Il governo si fa sempre più sordo e cieco di fronte alle richieste pressanti di una parte crescente della popolazione, che viene lasciata scivolare sempre più in basso Si parla molto di sicurezza, ma è evidente che lasciare indietro un numero crescente di persone genera insicurezza, instabilità e fratture sociali. Per noi la stella polare è da sempre quella della giustizia sociale: tutte e tutti devono poter partecipare pienamente alla vita sociale e politica del Paese. Non servono solo misure assistenziali, ma politiche strutturali che diano attuazione concreta alla Costituzione repubblicana, oggi sotto attacco del governo. Sono necessarie misure come un reddito di cittadinanza adeguato, il salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro, un congedo parentale equo e altri interventi che rafforzino i diritti e le tutele delle cittadine e dei cittadini. Condividiamo pienamente le proposte dell’Agenda Sociale, che rispecchiano appieno la nostra visione. L’ultima legge di bilancio del governo è stata la rappresentazione dell’idea del quale è portatore: ha punito chi già aveva poco, facilitato chi invece aveva tanto e salvaguardato le risorse per le spese militari. Noi respingiamo questa prospettiva e continueremo a impegnarci con ogni energia per costruire una società equa e giusta, e sono felice di poterlo fare insieme».

È possibile rivedere la diretta della conferenza a questo link https://www.radioradicale.it/scheda/782332/la-via-smarrita-della-giustizia-sociale-quali-impegni-concreti-nellagenda-politica

Per approfondire

I 7 punti dell’agenda sociale www.numeripari.org/agendasociale

Report Disuguaglianza: povertà ingiusta e ricchezza immeritata www.oxfamitalia.org/report-disuguaglianza

Campagna per il trattato di non proliferazione dei combustibili fossili www.geascuola.org/fuori-dall-era-dei-fossili

Contatti

policy@oxfam.it

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