Due suicidi per sfratto in due mesi. Nel 2025 erano stati sei. Queste non sono tragedie improvvise: sono morti di Stato.
In Italia un milione di famiglie in povertà assoluta vive in affitto, senza alcuna protezione reale. È la fotografia di una sofferenza abitativa che non nasce oggi: è il risultato di oltre trent’anni senza politiche pubbliche, senza investimenti, senza un piano strutturale per l’edilizia popolare.
Il governo Meloni non solo non interviene: nega l’esistenza stessa dell’emergenza abitativa, taglia i fondi, cancella ogni forma di sostegno e continua a raccontare che chi non riesce più a pagare l’affitto è un “furbetto”. Una narrazione violenta, utile solo a coprire l’assenza totale di politiche.
Ma la realtà è un’altra: chi perde la casa non è un furbetto. È una persona che ha avuto un inciampo nella vita una malattia, la perdita del lavoro, un reddito che non basta più. E lo Stato, invece di sostenerla, la lascia sola davanti allo sfratto.
Queste morti non sono fatalità. Sono il prodotto diretto di un governo che non costruisce alloggi ERP, non finanzia percorsi di accompagnamento, non garantisce alternative, non riconosce la sofferenza abitativa come una questione nazionale. Quando lo Stato si ritira, quando non offre soluzioni, quando lascia le persone nella disperazione, quelle morti sono responsabilità politica.
Silvia Paoluzzi
Segretaria Nazionale – Unione inquilini