La vera minaccia non sono gli orsi ma le leggi scellerate

La Provincia di Trento promuove gli abbattimenti. Politica che non tutela né gli animali né i cittadini

Di Giuseppe De Marzo – 19 gennaio 2023 | L’Espresso

Nella provincia di Trento per il presidente Fugatti la priorità rimane sempre ammazzare gli orsi, nonostante i tanti problemi con cui hanno a che fare i cittadini. “Lavoriamo per portare in quest’aula il prima possibile la nuova legge che consentirà l’abbattimento fino a 8 esemplari l’anno, sulla base degli accordi già presi con il governo nazionale. Uno strumento di gestione importante per assicurare in primis, come detto, la pubblica sicurezza, ma anche la tutela dell’economia di montagna”. 

Eppure, nella sostanza la legge non avrà alcun impatto reale sulla sicurezza delle persone ma comporterà la violazione delle norme europee con la conseguente apertura di una nuova procedura d’infrazione verso il nostro Paese. L’Organizzazione Internazionale per la Protezione Animali (OIPA) denuncia come la provincia di Trento non adotti in realtà misure di prevenzione per la sicurezza di escursionisti e animali, sia ormai diventata maglia nera per la tutela della biodiversità e ragioni solo in termini di abbattimento contravvenendo alle normative europee ed all’art.9 della Costituzione italiana. L’Ente Nazionale Protezione Animale (ENPA) presenterà un esposto alla CE per violazione della direttiva Habitat, minacciando il ricorso alla Corte costituzionale sugli eventuali provvedimenti applicativi perché “con questa inqualificabile iniziativa legislativa Fugatti cerca di sottrarsi alla spada di Damocle della giustizia amministrativa che, fino ad ora, non ha mai dato luce verde alle ordinanze faunicide varate nei mesi passati.” Per l’ENPA il DDL risponde anche ad un altro obiettivo: “quello di nascondere le inadempienze e le omissioni della PAT sull’applicazione di quelle misure di prevenzione obbligatorie per legge e sulla realizzazione di quelle campagne informative che, se correttamente attuate, avrebbero potuto consentire di evitare recenti tragedie e di “incidenti” più o meno fortuiti”. Anche la Lega Antivivisezione Animali (LAV) ha subito contestato il DDL “ammazza orsi”, chiedendo a Fugatti di impegnarsi nella promozione di politiche in grado di garantire una convivenza pacifica con i grandi carnivori, unica strada in grado di garantire la sicurezza di persone e animali. 

La tematica è veramente complessa e non può essere affrontata facendo propaganda e leva sul populismo emotivo a cui la destra vuole abituare il Paese. Ammazzare 24 orsi in tre anni come vorrebbe Fugatti significa solo non assumersi responsabilità e distogliere ancora una volta l’attenzione dal vero problema: la gestione delle aree verdi e degli ecosistemi, la gestione delle aree montane e degli animali che ci vivono. Significa investire nell’educazione ai boschi ed alla fauna locale, e sul personale che deve promuoverla. Perché in altre parti del mondo la convivenza, anche con specie più complesse, avviene con successo attraverso un approccio sistemico. 

Fugatti vuole invece continuare ad imporre una logica emergenziale e di separazione. Come la destra al governo, immagina gli esseri umani scollegati dai cicli vitali e dalle relazioni inseparabili che esistono tra tutte le entità viventi. Per questo negano l’emergenza climatica, non riconoscono il surriscaldamento del pianeta, se ne fregano della perdita di biodiversità, sparano a qualsiasi cosa si muova, continuando a relazionarsi alla Terra come se fosse un oggetto inerme da sfruttare e non come una rete di vite interconnesse. È questo modo di pensare insieme al modello economico, produttivo ed energetico a rendere insicuri i cittadini a Trento come nel resto del paese. Su questo gli orsi non c’entrano nulla. Facciamo Eco!

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