Appello europeo per il diritto all’abitare e contro l’uso distorto dei fondi pubblici

 

Mentre l’Europa aumenta la propria spesa militare, assistiamo a un costante svuotamento delle risorse destinate al welfare, alla casa e alla riduzione delle disuguaglianze. Oggi la crisi abitativa rappresenta una delle emergenze sociali più gravi del continente, esacerbata dalla finanziarizzazione delle politiche della casa, da una carenza cronica di edilizia residenziale pubblica e dal disinvestimento sistematico nei servizi sociali.

Milioni di persone vivono attualmente in condizioni di precarietà abitativa o si trovano senza tetto, mentre un enorme patrimonio immobiliare resta vuoto, spesso utilizzato al solo scopo di speculazione finanziaria. Questa contraddizione è inaccettabile: il diritto alla casa deve essere riconosciuto come un diritto umano fondamentale. Deve essere garantito attraverso politiche pubbliche strutturali, il riutilizzo a fini sociali degli immobili vuoti e un contrasto fermo alla speculazione.

I movimenti per il diritto all’abitare, i sindacati e le associazioni denunciano queste dinamiche da anni, chiedendo misure concrete: moratoria degli sfratti, controllo  rigoroso degli affitti e investimenti massicci nell’edilizia pubblica e collaborativa, dando priorità assoluta al recupero del patrimonio pubblico e privato esistente ma inutilizzato. Chiediamo, inoltre, interventi urgenti e rigorosi in vista della proposta legislativa sugli affitti brevi prevista per la fine del 2026, uno strumento essenziale per fermare quella turistificazione che sta letteralmente svuotando le nostre città.

Esprimiamo quindi la nostra ferma opposizione alla risoluzione sul diritto alla casa recentemente approvata in sessione plenaria dal Parlamento Europeo, poiché manca completamente di affrontare le cause strutturali della crisi e non offre alcun sollievo concreto al reale disagio abitativo.

Tre Priorità Fondamentali

1. Una definizione e criteri europei vincolanti per l’Edilizia Residenziale Sociale (Social Housing)

Serve con  urgenza, a livello dell’Unione Europea, una definizione e criteri chiari e inequivocabili che:

Distinguano chiaramente l’edilizia pubblica a canone sociale dagli alloggi a “canone moderato” (affordable rent), garantendo che i finanziamenti prioritari siano diretti verso l’edilizia pubblica e collaborativa per contrastare attivamente la povertà e l’esclusione sociale.

Stabiliscano criteri socio-economici trasparenti per l’accesso sia all’edilizia sociale che a quella a canone moderato. È necessario fissare regole vincolanti per la sostenibilità economica, la qualità costruttiva ed energetica, e la proprietà permanentemente pubblica e collettiva degli alloggi sociali. Gli alloggi a canone agevolato devono essere assegnati prioritariamente ai cittadini in condizioni di maggiore svantaggio. Questi livelli di affitto dovranno essere definiti sulla base del parametro internazionale riconosciuto dalle Nazioni Unite, noto come “Regola del 30%” (il costo della casa non deve superare il 30% del reddito), prevedendo un sostegno pubblico prioritario e mirato per i casi più vulnerabili, per i quali una spesa anche solo del 10 o 20% del proprio reddito mensile risulta particolarmente gravosa.

Garantiscano finanziamenti adeguati e pluriennali per aumentare il patrimonio di edilizia pubblica in tutti gli Stati membri attraverso il recupero degli immobili vuoti, evitando tassativamente ulteriore consumo di suolo.

Impediscano l’uso distorto dei fondi pubblici per operazioni speculative o a beneficio di fasce di popolazione non vulnerabili. A tal fine, chiediamo che questa definizione diventi vincolante per la nuova Piattaforma d’Investimento della BEI (Banca Europea per gli Investimenti), prevista entro la fine dell’anno.

2. Un Fondo Europeo per la Manutenzione e la Riqualificazione Energetica

Chiediamo l’istituzione di un fondo europeo autonomo, sostenuto da adeguati finanziamenti pluriennali, esplicitamente dedicato a:

Grandi ristrutturazioni e manutenzione strutturale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, in particolare nelle periferie urbane e nelle aree marginalizzate.

Efficientamento energetico, dando priorità agli edifici pubblici locati a nuclei familiari vulnerabili. Insistiamo affinché il prossimo “Pacchetto Semplificazione” del 2027 non venga usato come pretesto per smantellare le tutele esistenti.

Sostegno finanziario diretto per i gestori di edilizia pubblica, le autorità locali e i modelli abitativi collaborativi.

Lo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili nell’edilizia pubblica e collaborativa, misura capace di sostenere i nuclei familiari a basso reddito, trasformandoli da consumatori passivi a soggetti attivi nella produzione di energia.

3. Partecipazione Strutturale ai Processi Decisionali Europei

In vista del prossimo Summit sulla Casa di novembre  2026 a Dublino e del percorso avviato  dell’Alleanza Europea per la Casa (European Housing Alliance), chiediamo l’inclusione formale e strutturale delle reti civiche, dei sindacati degli inquilini e delle organizzazioni dei residenti negli organi decisionali europei. È vitale che la realtà vissuta da chi affronta ogni giorno la crisi abitativa agisca come contrappeso formale alle pressioni esercitate dalle lobby immobiliari.

Per un’Europa che metta prima le persone, prima della militarizzazione e della speculazione immobiliare.

Invitiamo tutte le organizzazioni che in Europa lottano per il diritto alla casa, per il welfare e per la giustizia sociale e climatica a sottoscrivere questo appello.

Elenco dei primi firmatari (in aggiornamento):

– Unione Inquilini (Italia)

– International Alliance of Inhabitants

– Rassemblement bruxellois pour le droit à l’habitat (RBDH)

– Wind of Renewal [Grecia]

– Xespitogatos ΞΕΣΠΙΤΟΓΑΤΟΣ [Grecia]

– Social Forum Abitare (Italy)

– Sbilanciamoci (Italy)

– Rete dei Numeri Pari (Italy)

– Transform! Italia (Italy)

Per adesione: aprire il link e compilare il format

https://forms.gle/dx477ewVCmxoD5Zr6

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER
I agree to have my personal information transfered to MailChimp ( more information )
Autorizzo La Rete dei Numeri Pari a processare i miei dati personali secondo il Decreto Legislativo 196/2003 e/o successive integrazioni o modifiche
Noi odiamo lo spam. I tuoi dati saranno usati in conformità al Regolamento (UE) 2016/679