Caldo da morire. Il tempo dell’azione è adesso

Fa caldo da morire.

Non è una sensazione. È la realtà.

Intanto le guerre, i conflitti e i genocidi continuano. Si spendono sempre più soldi per le armi. La crisi energetica pesa sulle nostre vite, aumenta il costo dell’energia, dei trasporti, del cibo. Ogni giorno diventiamo un po’ più povere/i e un po’ più insicure/i.

Eppure l’oligarchia al governo continua a finanziare ciò che alimenta tutto questo: i combustibili fossili.

Ritardare una giusta transizione globale fuori dall’era del petrolio, del gas e del carbone non significa conservare lo status quo. Significa peggiorare ancora la situazione.

Significa rendere più difficile una transizione che, comunque, dovrà avvenire se vogliamo far sopravvivere la nostra specie sulla Terra.

Significa creare enormi perdite economiche e finanziarie investendo in infrastrutture destinate a diventare inutilizzabili, sottraendo risorse alle politiche per la vita.

Significa lasciare lavoratrici, lavoratori e intere comunità senza una prospettiva di un futuro equo e giusto in cui poter vivere bene.

Significa rallentare lo sviluppo delle energie rinnovabili e impedire la nascita di un’economia capace di garantire benessere, occupazione, partecipazione, sicurezza e pace.

Significa rafforzare il potere delle lobby fossili, consolidando blocchi politici, economici e legislativi che continuano a difendere un modello ormai insostenibile che per alimentarsi ha bisogno di guerre, morte e distruzione.

Significa alimentare l’illusione che esistano scorciatoie tecnologiche, come la geoingegneria o il nucleare, capaci di sostituire una vera riconversione ecologica, ritardando ancora le scelte necessarie per abbandonare i combustibili fossili.

Significa avvicinarci a un riscaldamento globale ben oltre la soglia di 1,5 °C fissata con gli Accordi di Parigi, con conseguenze sempre più gravi per la sicurezza, la salute e la qualità della vita di tutte e tutti.

Per questo uscire dall’era dei combustibili fossili non è una scelta ideologica. È una necessità.

Ed è una possibilità concreta.

Dal 2020 una mobilitazione mondiale, che coinvolge ormai circa un terzo dell’umanità, lavora per arrivare a un Trattato di Non Proliferazione dei Combustibili Fossili, uno strumento capace di accompagnare una transizione giusta, equa e rapida a livello internazionale.

Dopo la prima Conferenza internazionale per l’eliminazione dei combustibili fossili che si è tenuta ad aprile 2026 a Santa Marta in Colombia, nel 2027 questo percorso entrerà in una fase decisiva con il secondo appuntamento a Tuvalu.

E l’Italia?

Nel dibattito pubblico non se ne parla.

Si continua a raccontare la crisi climatica come un problema separato dalle guerre, dalla povertà energetica, dall’aumento dei prezzi e dalle disuguaglianze, quando invece hanno la stessa radice: la dipendenza dai combustibili fossili.

Non possiamo aspettare che qualcun altro decida per noi.

Non possiamo più accettare che l’Italia resti ferma mentre altri Paesi indicano la strada. È il momento di imporre nell’agenda politica misure nazionali e locali che riducano rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili e accelerino una riconversione capace di garantire benessere, pace e sicurezza.

Il tempo delle analisi è finito.

Il tempo dell’azione è adesso.

Per questo ti invitiamo a sottoscrivere lcampagna globale per il Trattato sui Combustibili fossili e a partecipare a Relazioni Inseparabili, il Festival dell’Ecologia Integrale organizzato dalla Scuola GEA – Scuola di Giustizia Ecologica e Ambientale, insieme a Alianza Colombia Libre de Fracking, Fossil Fuel Treaty initiative, Emmaus Italia e Rete dei Numeri Pari dall’11 al 13 settembre a Trevignano Romano.

Tre giorni per capire, confrontarsi, costruire alleanze e trasformare la preoccupazione in azione insieme a Yuvelis Morales BlancoAndrès Gòmes Oròzco, Giuseppe De Marzo e tante altre attiviste e attivisti impegnati nella costruzione di un futuro fondato sulla giustizia ecologica, sulla pace e sulla democrazia.

Perché il cambiamento non arriva da solo.

Inizia quando le comunità si organizzano, costruiscono alleanze e cambiano i rapporti di forza.

Invia la tua domanda di partecipazione entro il 31 luglio.

Ci vediamo a Trevignano Romano.

Perché il futuro non si aspetta.

Si organizza.

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